Il settore vinicolo italiano affronta una fase di forte pressione sui mercati internazionali, tra dazi, rallentamento dei consumi e tensioni commerciali crescenti. Per questo, secondo Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, la “task force dazi” promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale rappresenta uno strumento cruciale per difendere la competitività del comparto e rilanciare la presenza italiana sui mercati globali.
Intervenendo al tavolo di lavoro convocato alla presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani, Frescobaldi ha sottolineato come il vino necessiti più di altri settori di ampliare il proprio raggio d’azione internazionale, accelerando sugli accordi commerciali e rafforzando la presenza nei mercati emergenti.
Export in calo e tensioni sui mercati internazionali
Secondo l’Osservatorio Uiv, il 2025 si è chiuso con un netto arretramento delle esportazioni. Le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno registrato una flessione del 9% a valore, mentre l’export complessivo verso i Paesi extra-Ue si è ridotto di circa il 6,5%.
Il secondo semestre dell’anno ha segnato la fase più critica: le spedizioni verso il mercato americano sono crollate del 23%, in coincidenza con l’entrata in vigore definitiva dei dazi. Un’accelerazione di una tendenza negativa già in atto da anni, legata al progressivo calo dei consumi.
Per limitare l’impatto delle tariffe, molte aziende italiane hanno assorbito parte dei costi riducendo i listini mediamente del 10%. Una strategia che ha consentito di difendere le quote di mercato rispetto ai competitor, ma che non ha evitato il ridimensionamento complessivo del settore: rispetto al 2024, il vino italiano segna un calo del 6% nei volumi e del 9% nel valore, con una perdita stimata di 177 milioni di euro.
Accordi commerciali e nuovi sbocchi strategici
In questo scenario, l’espansione verso mercati terzi diventa una priorità. Frescobaldi ha indicato tra gli obiettivi principali l’accelerazione degli accordi con il Mercosur e con l’India, considerati snodi decisivi per la crescita futura dell’export.
Sul dossier Mercosur, il settore chiede di evitare ulteriori rallentamenti e propone l’applicazione temporanea dell’accordo commerciale già dopo la ratifica da parte di uno dei partner sudamericani, per scongiurare lo stallo legato ai passaggi giuridici europei.
Il ruolo della diplomazia economica
Centrale, secondo Uiv, sarà anche l’azione di ICE-Agenzia, chiamata a rafforzare la promozione del vino italiano all’estero sfruttando le risorse straordinarie previste dalla legge di bilancio. L’obiettivo è consolidare la presenza nelle principali piazze commerciali e aprire nuovi canali di distribuzione.
Tra le iniziative già annunciate rientra anche un business forum internazionale che si terrà a Miami nel prossimo giugno, promosso dalla diplomazia economica italiana per sostenere l’incontro tra imprese e operatori del mercato nordamericano.
Un settore in transizione
Il quadro delineato evidenzia un comparto in trasformazione, stretto tra pressione sui prezzi, contrazione dei consumi e ridefinizione degli equilibri commerciali globali. Per il vino italiano, la sfida dei prossimi anni sarà rafforzare la propria presenza nei mercati emergenti, mantenendo al tempo stesso competitività e valore sui mercati storici.
In questo contesto, la strategia passa da accordi commerciali più rapidi, investimenti nella promozione internazionale e una diplomazia economica sempre più attiva. Secondo il settore, solo così il vino italiano potrà tornare a crescere in modo stabile nello scenario globale.


