In un contesto internazionale segnato da forti tensioni geopolitiche e incertezze economiche, l’oro continua a stupire sui mercati finanziari, con quotazioni che raggiungono livelli senza precedenti e nuovi record spinti dalla domanda di beni rifugio. Ma dietro il brillante successo dell’oro nei portafogli degli investitori si nascondono anche segnali di difficoltà per il settore orafo tradizionale, come quello italiano.
Record di prezzi e tendenze globali
Il metallo giallo ha superato di recente la soglia dei 4.600 dollari per oncia, una vetta storica per i prezzi spot, e continua a beneficiare di una forte domanda come strumento di protezione dagli shock economici e politici. Questo rally è stato alimentato da fattori globali quali tensioni in Medio Oriente, volatilità sui mercati finanziari e pressioni sulle banche centrali, tutte componenti che spingono gli investitori verso asset percepiti come “sicuri”.
Secondo i dati di mercato, anche altri metalli preziosi come argento, platino e palladio stanno raggiungendo livelli record, riflettendo una dinamica più ampia nei mercati delle materie prime.
Domanda diversificata: investimenti vs gioielleria
Un’analisi dei trend globali indica che mentre la domanda di oro da investimento (incluso tramite ETF e lingotti) è in crescita, la domanda fisica per gioielleria ha registrato cali persistenti negli ultimi trimestri. La domanda complessiva di oro ha raggiunto livelli storici in alcuni segmenti, ma il consumo di oro per gioielli è diminuito in molti mercati chiave, soprattutto in India e Cina.
Questa evoluzione segna un cambiamento strutturale: l’oro non è più considerato solo un materiale per ornamenti, ma sempre più come classe di investimento in tempo di incertezza economica.
Impatto sul settore orafo italiano
Il distretto orafo italiano, con centri storici a Arezzo, Vicenza e Valenza, si trova nel mezzo di queste dinamiche globali. Le aziende italiane, molte delle quali fortemente orientate all’export, mostrano da un lato resilienza e capacità di innovare, ma dall’altro risentono della contrazione della domanda internazionale di gioielli in oro. Secondo recenti ricerche di mercato, infatti, nonostante la crescita complessiva del fatturato nel 2024, la domanda mondiale di gioielleria in oro ha registrato un calo significativo, con effetti visibili sulle esportazioni.
In risposta, molte imprese italiane si stanno orientando verso nuovi mercati e canali digitali, cercando di compensare la debolezza di alcune aree tradizionali di vendita. Allo stesso tempo, fiere come Vicenzaoro continuano a rappresentare un hub internazionale per operatori e buyer, dimostrando che il Made in Italy mantiene un ruolo di primo piano nella produzione di alta qualità.
Cosa aspettarsi nel 2026
Gli analisti internazionali prevedono che l’oro possa continuare a mantenere quotazioni elevate anche nel 2026, spinto da una combinazione di fattori macroeconomici e flussi costanti di investimenti in strumenti legati al metallo prezioso. Secondo alcune stime, la domanda di oro da investimento potrebbe rimanere forte e persino accelerare nei prossimi mesi.
Per il comparto orafo italiano, ciò significa la necessità di adattarsi a un mercato globale sempre più orientato agli investimenti e ai beni rifugio, piuttosto che confidare esclusivamente nella gioielleria tradizionale.


