Il 2025 si chiude per la moda italiana in un contesto ancora difficile, segnato da un rallentamento generalizzato ma anche da segnali di stabilizzazione e di tenuta in alcune nicchie di eccellenza. Secondo l’analisi più recente, il fatturato complessivo del settore dovrebbe risultare in lieve contrazione rispetto all’anno precedente, con una flessione attesa attorno al -2,7/-3% sul 2024: un dato meglio delle previsioni più pessimistiche ma indicativo di un rallentamento prolungato rispetto ai livelli di crescita abituali.
Scarpe e accessori in difficoltà, ma non crollano
La filiera degli accessori e delle calzature, storicamente tra le punte di diamante del Made in Italy, si trova ancora in fase di contrazione. Il settore delle scarpe italiane dovrebbe chiudere il 2025 con un fatturato intorno ai 12,8 miliardi di euro, in calo di circa il 3,1% rispetto all’anno precedente, sebbene i dati del terzo trimestre segnalino una notevole riduzione dell’entità della contrazione rispetto alle performance più deboli dei mesi precedenti.
Secondo Assocalzaturifici, questo segno «meno» è accompagnato da alcuni segnali positivi sul fronte dei volumi esportati, con un aumento delle quantità vendute all’estero in molte aree (Europa, Medio Oriente, mercato USA), sebbene il valore medio per paio venduto sia diminuito, riflettendo una normalizzazione dei prezzi dopo anni di aumenti rapidi.
Il comparto accessori moda, che include borse e piccoli oggetti di lusso, risente anch’esso della debolezza della domanda globale e delle turbolenze dei mercati export, con molte imprese che segnalano margini di crescita ridotti o stabilizzazione sotto le attese.
L’occhialeria resiste: un asse di forza per il Made in Italy
Una delle poche note decisamente positive nell’anno appena concluso è il risultato del settore dell’occhialeria italiana, che ha mostrato una tenuta strutturale delle esportazioni e uno standing internazionale tra i primi produttori mondiali di occhiali. Questo segmento mantiene una forte presenza nei mercati europei e globali grazie a una combinazione di know-how manifatturiero, design Made in Italy e capacità di innovazione nei materiali e nelle tecnologie.
Nonostante anche l’occhialeria abbia registrato negli otto mesi di rilevazione una leggera contrazione di valore rispetto a un 2024 eccezionalmente forte, la performance dei volumi e la leadership sui mercati chiave – soprattutto in Europa – consolidano la sua posizione di settore trainante nell’export italiano.
La dinamica complessiva dei consumi di moda in Italia riflette una domanda interna ancora debole, con molti consumatori orientati verso criteri di valore e rapporto qualità/prezzo piuttosto che acquisti di lusso tradizionali. In parallelo, le esportazioni italiane del settore moda registrano una crescita molto contenuta o negativa in diverse aree, complici le tensioni geopolitiche e l’incertezza macroeconomica su scala globale.
Questi fattori si combinano a un quadro che vede i grandi conglomerati del lusso affrontare un rallentamento nei consumi globali, con un aumento delle vendite in outlet e una riduzione dei margini di profitto dovuti all’adeguamento dei prezzi.
In sintesi, la moda italiana nel 2025 rappresenta un settore in trasformazione: segnato da una contrazione contenuta ma persistente, sostenuto dalla resilienza di segmenti come l’occhialeria e dalla graduale stabilizzazione delle scarpe; tuttavia, resta l’urgenza per molte aziende di ritrovare nuova spinta innovativa e competitiva, sia nei mercati domestici sia sui mercati internazionali.
L’arrivo de 2026 potrebbe portare ulteriori opportunità, soprattutto se si accompagnerà a strategie di diversificazione dell’offerta, a un rafforzamento tecnologico nelle filiere tradizionali e a una maggiore attenzione alle dinamiche della domanda globale e dei consumi di qualità.


