Il 2025 si conferma un anno di svolta per la Cantina Barbera dei Sei Castelli di Castelnuovo Calcea, protagonista di un percorso virtuoso che intreccia ricerca vitivinicola, valorizzazione culturale e riconoscimenti istituzionali. Una realtà storica del Monferrato che ha scelto di rinnovare se stessa e il linguaggio del vino senza rinnegare le proprie radici, trasformando la Barbera d’Asti in un racconto contemporaneo, capace di dialogare con pubblici diversi e mercati evoluti.
Il punto di partenza è “Perluna”, spumante rosato extra brut da uve Barbera, simbolo di una visione che nasce dal progetto “Il Risveglio del Ceppo”, dedicato al recupero delle viti storiche e della biodiversità originaria del territorio. Un lavoro di ricerca agronomica ed enologica che ha restituito centralità al vitigno, valorizzandone autenticità, eleganza ed espressività, anche in chiave non convenzionale. 
«La Barbera è un vitigno di straordinaria duttilità, spesso sottovalutato», afferma Enzo Gerbi, direttore ed enologo della Cantina. «Ha tutte le caratteristiche per confrontarsi con i grandi vini internazionali: struttura, freschezza, capacità di evoluzione e un legame profondo con il territorio. Il suo potenziale emerge quando si lavora in vigna con precisione e si vinifica lasciando parlare l’uva. Il futuro della Barbera d’Asti passa dalla capacità di crederci fino in fondo», conclude Gerbi. «È un vitigno che ha ancora molto da dire, soprattutto se raccontato con onestà, competenza e visione».
Questa filosofia si traduce non solo nei vini, ma anche negli spazi culturali ed esperienziali della Cantina. Lo showroom e il centro enoturistico hanno conosciuto una crescita significativa, diventando veri luoghi di incontro tra vino, arte e racconto del territorio. Un’evoluzione pensata per accogliere un pubblico sempre più internazionale, attraverso degustazioni guidate, percorsi sensoriali e momenti di approfondimento che valorizzano la Barbera come esperienza culturale, oltre che enologica. 
A completare questa narrazione immersiva, il museo “L’Anima del Vino”, progetto identitario che unisce memoria, paesaggio e contemporaneità, rafforza il ruolo della Cantina come polo culturale dell’Astigiano e punto di riferimento per l’enoturismo di qualità.
Nel corso dell’anno, la Cantina ha inoltre consolidato la propria presenza sulla scena nazionale grazie a una partecipazione selezionata a eventi e manifestazioni di prestigio: dagli appuntamenti del Gambero Rosso a Roma, Milano e Torino, fino a Golosaria Milano e ai riconoscimenti ottenuti, che hanno contribuito a rafforzare il posizionamento del brand come interprete autorevole di una Barbera moderna, consapevole e identitaria. 
«Portare i nostri vini in contesti di alto profilo significa dare valore al lavoro dei soci e al territorio che rappresentiamo», sottolinea Maurizio Bologna, recentemente riconfermato Presidente della Cantina. «La cooperazione può essere uno strumento moderno e competitivo, capace di generare qualità, innovazione e un’identità condivisa».
Il periodo natalizio ha infine ribadito il ruolo della Cantina come hub culturale e sociale, grazie a iniziative aperte al pubblico, eventi tematici e proposte innovative capaci di avvicinare il vino anche alle nuove generazioni, con un linguaggio accessibile ma mai semplificato.
La Cantina Barbera dei Sei Castelli si conferma così non solo come produttore, ma come interprete culturale del Monferrato, capace di trasformare ogni bottiglia in una sintesi di territorio, ricerca e futuro. Il nuovo anno si apre con la consapevolezza che il brand possa giocare un ruolo sempre più centrale nel panorama vitivinicolo italiano, portando la Barbera d’Asti verso nuove prospettive di prestigio e riconoscibilità.


