Nel cuore della Grande Mela, in una sala d’asta che per pochi frenetici minuti ha raccolto tensione ed entusiasmo, un orologio ha ridefinito il rapporto tra cinema, desiderio di bellezza e speculazione da collezione. L’oggetto — il prototipo F.P. Journe “FFC Prototyp”, realizzato su misura per il regista Francis Ford Coppola — è stato venduto per 10,8 milioni di dollari (diritti compresi).
Il modello, presentato ufficialmente dall’asta dello scorso 6 dicembre alla casa Phillips di New York, non è un semplice orologio di lusso: è un pezzo esclusivo, co-progettato da Coppola e Journe, con caratteristiche tecniche e estetiche che lo rendono unico — un prototipo con estetica e meccanica inusuali, destinato a collezionisti e intenditori consapevoli.
Secondo i responsabili dell’asta, il risultato rappresenta «la massima collaborazione creativa tra due delle più grandi menti: una del cinema e una dell’orologeria» — sottolineando come non fosse solo il marchio o la rarità a guidare le offerte, ma la storia che quel segnatempo porta con sé.
Dietro la vendita c’è molto più di un semplice cambio di polso: per Coppola, 86 anni — leggenda vivente del cinema grazie a capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now — l’asta rappresenta un gesto quasi simbolico. In seguito al flop commerciale del suo ultimo film, Megalopolis (2024), da lui interamente autofinanziato, il regista si è trovato in difficoltà finanziarie.
Nei mesi passati, aveva già ceduto altri beni come proprietà e persino un’isola in Belize per sostenere il proprio impegno artistico. La vendita dell’orologio — una delle vette della sua collezione personale — non appare dunque come una rinuncia frivola, bensì come una scelta dettata dalla necessità.
Un segnale forte per il mercato del collezionismo orologiero
L’asta ha mandato un messaggio chiaro: la congiunzione tra storia personale, rarità tecnica ed aura culturale può generare un valore ben oltre quello di mercato. Nella classifica delle vendite record a New York, l’ultimo orologio che si avvicinava era il celebre Rolex “Paul Newman” Daytona, battuto nel 2017 a 17,8 milioni di dollari.
Per l’industria dell’orologeria indipendente e per i collezionisti, la vendita del “FFC Prototype” è un faro: dimostra come anche pezzi unici — non necessariamente marchiati con i mostri sacri della tradizione — possano raggiungere cifre stellari quando sono “carichi” di storia, personalità e simbolismo culturale.
Più che un semplice segnatempo, quel prototipo incarnava una fusione tra l’arte del cinema e l’artigianato dell’alta orologeria. La cifra raggiunta testimonia non solo il valore materiale di un oggetto raro, ma il peso del suo racconto — un racconto fatto di audacia creativa, di rischi artistici, di verticalità visionaria.
In un mondo dove tutto si valuta in numeri, quell’asta ci ricorda che a volte è l’intangibile che decide davvero il prezzo: non solo la rarità, non solo la manifattura, ma il sogno, la passione, la storia di chi quell’oggetto lo ha concepito.


