Nella splendida cornice del Teatro Regio di Parma è stata presentata la settantunesima edizione della Guida MICHELIN Italia, che conferma la vitalità e il prestigio del panorama gastronomico nazionale. Secondo i dati ufficiali, il 2026 vede 15 ristoranti premiati con tre stelle, con 14 conferme e un nuovo ingresso d’eccellenza.
Al vertice dell’alta cucina italiana emerge con forza il nome di Michelangelo Mammoliti: il suo ristorante La Rei Natura, situato a Serralunga d’Alba (Cuneo), entra nell’élite delle tre stelle MICHELIN, segnando un momento storico per la regione.
Ecco la lista dei 15 ristoranti con 3 stelle Michelin nella Guida MICHELIN Italia 2026:
- La Rei Natura – Serralunga d’Alba (chef Michelangelo Mammoliti)
- Casa Perbellini – 12 Apostoli, Verona
- Villa Crespi, Orta San Giulio (NO)
- Piazza Duomo, Alba (CN)
- Da Vittorio, Brusaporto (BG)
- Le Calandre, Rubano (PD)
- Dal Pescatore, Canneto sull’Oglio (MN)
- Osteria Francescana, Modena
- Enoteca Pinchiorri, Firenze
- La Pergola, Roma
- Reale, Castel di Sangro (AQ)
- Uliassi, Senigallia (AN)
- Enrico Bartolini al MUDEC, Milano
- Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, Brunico (BZ)
- Quattro Passi, Nerano (NA)
Con tale assegnazione, l’Italia sale al secondo posto al mondo per numero di ristoranti stellati: un totale di 394 indirizzi (15 con tre stelle, 38 con due stelle e 341 con una stella) secondo i dati riportati.
I fattori chiave dietro il successo
Diversi elementi emergono come protagonisti in questa edizione:
- La conferma dell’eccellenza stabile: ben 14 locali tristellati ottengono la riconferma.
- L’arrivo di Mammoliti, che concretizza un progetto fortemente territoriale nelle Langhe, che unisce ricerca, natura e identità.
- Un segnale forte di rigenerazione: accanto alle conferme, la Guida segnala 2 nuovi bistellati e 22 nuovi monostellati, a testimonianza di un sistema gastronomico che evolve.
Il territorio che “spicca”
Il Piemonte, con la Langhe e Serralunga d’Alba, entra con forza nel firmamento della cucina d’eccellenza grazie a Mammoliti. Il tessuto locale – vigneti, materie prime, identità culturale – si innesta in un progetto gastronomico riconosciuto al massimo livello.
Inoltre, regioni come la Lombardia e il Lazio sono citate come protagoniste nella nuova mappa delle stelle.
Questo traguardo non è solo un premio individuale, ma un segnale per l’intero comparto dell’ospitalità e della gastronomia italiana. In un contesto globale competitivo, la riconferma della qualità, l’innovazione – anche legata al territorio – e la visione imprenditoriale sono elementi fondamentali.
Certo, la tensione rimane alta: mantenere tre stelle significa non solo eccellere in cucina, ma gestire una macchina di servizio, ricezione, ambiente e ospitalità che risponde a uno standard internazionale.
Infine, vale la pena ricordare che dietro ogni “stella” c’è una squadra, una gestione, un’idea: lo chef Mammoliti ha dichiarato di essere “incredulo” al momento della chiamata, sottolineando che il traguardo è condiviso.
In conclusione: la Guida MICHELIN Italia 2026 segna un passo avanti per l’Italia della ristorazione, confermando la sua capacità di attrarre e far crescere eccellenze. Il riconoscimento arriva non solo come un momento celebrativo, ma come uno stimolo a proseguire su una strada che coniuga territorio, visione, qualità e sostenibilità.


