“Tremori sotto la pelle” è il titolo della nuova esposizione di Anne Cécile Surga che, dopo la partecipazione alla 59esima Biennale d’arte di Venezia, torna in Italia con un diario scolpito nel marmo e nel metallo.
La mostra reca come sottotitolo “Sous le peau le tremblement”, “Diario di una diagnosi tardiva tra marmo e metallo, materia e sensi”. L’esposizione si aprirà il 9 ottobre fino al 4 novembre 2025, nello storico palazzo delle Stelline di Milano, presso l’Istitut Français di Milano, in corso Magenta 63.
La mostra rappresenta un progetto introspettivo frutto di cinque anni di ricerca artistica, che invita all’immersione in un paesaggio intimo e scultoreo, quello di una donna che scopre in età adulta il proprio autismo. Da qui l’esigenza di dar vita a un percorso espositivo che si fa tremore, esperienza sensoriale totale, in cui il pubblico è immerso in uno spazio che coinvolge vista, olfatto, udito e percezione corporea. Superfici da sfiorare, luci e odori che definiscono l’ambiente, una colonna sonora originale composta da P.E. Surga, che amplifica la dimensione emotiva e la presenza di una mediatrice che accompagna e spiega il dialogo con le opere.
La curatela della mostra è di Julia Rajacic e conferisce un’ulteriore consistenza a questi contenuti, ricercando nella scelta dei materiali un’ulteriore risonanza etica; marmo e metallo riciclati, scenografie realizzate con pannelli riutilizzabili, allestimenti pensati per un ciclo vitale circolare. Non si tratta di un semplice principio tecnico, ma è il nucleo stesso del suo lavoro curatoriale, capace di integrare valori ambientali e responsabilità in ogni fase, dalla selezione dei materiali di trasporto fino ai servizi e alla logistica.
Ogni scultura è frutto di un tempo lento, avviato nel 2020 e maturato durante la pandemia, quando l’isolamento ha aperto un varco alla ricerca introspettiva. L’osservazione del paesaggio esterno, i sottoboschi di Ariège, le viti di kiwi, i rami di eucalipto, i rovi, le clematidi della Grande Corne ha offerto ad Anne Cécile Surga forme e metafore di resistenza, intrecciandosi con temi sociali urgenti e spesso invisibili, quali la specificità dell’autismo al femminile, ancora poco compresa e spesso nascosta dietro strategie di adattamento, ma anche l’ invalidante frequenza di diagnosi tardive o mancate.
Forme dell’essere che trovano concretezza in un linguaggio plastico affinato nel tempo dall’artista, attraverso percorsi formativi e di ricerca all’Art Students League di New York, alla Residenza al Centro di Scultura di Peccia, fino all’Accademia dei Saperi della Fondazione Hermès.
Lo spazio che accoglie questa magnifica mostra è ricco di significato. Il Palazzo delle Stelline, di fronte a Santa Maria delle Grazie, dove è custodita l’Ultima Cena di Leonardo, rappresenta uno degli episodi più rilevanti del tessuto urbano milanese. Nato come monastero delle Suore benedettine di Santa Maria della Stella, trasformato nel Seicento in scuola e luogo di accoglienza delle orfanelle, appunto soprannominate stelline, per volontà di San Carlo Borromeo, il palazzo è oggi centro di dialogo e di cultura, di apertura internazionale, che trova nel’Institut Français di Milano uno dei suoi massimi interpreti.

