Dal 3 al 28 aprile, nella sala del Foro Romano, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, in
piazza San Sepolcro, a Milano, custode di capolavori come il Cartone della Scuola di
Atene di Raffaello, il Codice Atlantico di Leonardo e la Canestra di Caravaggio, ospita “Art
Crimes”, curata da Nino Florenzano. Si tratta di una mostra inedita e installazioni art
specific di Angelo Accardi, artista italiano di respiro internazionale, esponente del pop
surrealismo.
Come si può definire un furto in arte? Omaggio, citazione o atto di sabotaggio? Con Art
Crimes Angelo Accardi si misura con uno dei capolavori assoluti della storia dell’arte
occidentale, il cartone preparatorio della scuola di Atene di Raffaello. Questo codice
sorgente visivo diventa punto di partenza per un’indagine contemporanea sul concetto di
originalità e appropriazione.
Art Crimes è un cortocircuito visivo e concettuale attraverso cinque tele di grande formato,
video, statue ed oggetti di design firmati da Luxy e Gabriel che dialogano con l’architettura
e la storia dell’Ambrosiana, in un continuo slittamento tra tempi, stili e linguaggi.
In un gioco colto e provocatorio di reinvenzione, Accardi sovvertire la composizione
originale di Raffaello per costruire un nuovo pantheon in cui Platone dialoga con
Duchamp, Aristotele con Dalì, e Michelangelo, risarcito ironicamente da Accardi, per
essere stato escluso dall’opera originaria, trova finalmente posto tra le architetture
classiche.
La scuola di Atene si apre così a nuovi ingressi: Bacon, Warhol, Picasso, Velazquez,
Cattelan, ma anche Steve Jobs e, protagonista inquieto e destabilizzante l’intelligenza
artificiale. Figura spiazzante e perfettamente contemporanea, l’AI compare sulla scena
come interlocutore di Socrate, simbolo per eccellenza del sapere umano, ma a differenza
del filosofo la AI non pensa, non conosce, ma apprende, rielabora, restituisce. È
un’intelligenza che non ha coscienza né intuizione, eppure è sempre più presente nei
processi creativi e nel mercato dell’arte, fino a diventare oggetto-soggetto di riflessione
estetica.
Un laboratorio narrativo in cui l’arte diventa campo d’indagine tra citazione e sottrazione,
ispirazione e sabotaggio: ogni opera è un indizio, ogni artista un sospettato. Guidato
dall’ispettore Clouseau e dalla Pantera Rosa, simboli pop di furti impossibili e verità
elusive, i visitatori percorrono un’indagine estraniante, colta e spiazzante in cui le
gerarchie tra cultura alta e cultura pop si dissolvono .
“Il bravo artista copia, il grande artista ruba” – diceva Picasso.
Accardi trasforma questa provocazione in un dispositivo critico. Art Crimes si presenta
come un laboratorio critico sull’evoluzione dell’arte come processo continuo di riscrittura:
dal Rinascimento alla Crypto Art, passando per il Ready Made e il Citazionismo, l’artista
attraversa archivi visivi per ricostruirli in nuove forme. Se un tempo si sottraeva al
Perugino per affinare la composizione, oggi si accede alla memoria digitale per generare
nuovi immaginari.
Nel percorso espositivo l’AI si affianca a Socrate, incarnazione del sapere filosofico, in un
confronto radicale: u ‘intelligenza che non conosce, ma apprende e rielabora. È il
cortocircuito definitivo tra umano e algoritmo, tra intuizione e calcolo. Ma in questo nuovo
scenario è ancora possibile parlare di autenticità ? O anche l’originale è ormai un derivato
? Art Crimes non da risposte, ma ci invita a seguirne le tracce, a interrogarci sul senso del
gesto artistico in un mondo saturo di immagini e riferimenti, e lo fa in un luogo che
custodisce non solo la scuola di Atene, ma anche la Canestra di Caravaggio e il Codice
Atlantico di Leonardo, trasformando in un laboratorio in cui ogni artista, come un Clouseau
dell’arte, si muove alla ricerca della formula invisibile che trasforma un furto in creazione. I
complementi do arredo e i tessuto sono firmati da Luxy, eccellenza dell’artigianato italiano
dal 1976. Luxy è il danese Gabriel Group.
Artista internazionale, Angelo Accardi è nato in una piccola città del sud Italia, a Sapri, in
provincia di Salerno, nel 1964. È un artista e ricercatore di emozioni umane nascoste.
Quella di Angelo Accardi è un’arte che descrive, esplora e si nutre degli stili e delle
sollecitazioni del vivere moderno. Paesaggi urbani o interni di case e musei che l’artista
cattura come solo una telecamera nascosta può fare e che, filtrati da originali
interpretazioni pittoriche diventano espressione di una personalità interessante e
complessa. Nelle sue tele il simbolo diventa la chiave interpretativa di una realtà nascosta.
Grazie alla sua capacità interpretativa ed emotiva, Accardi è diventato famoso in tutto il
mondo, e oggi può essere considerato una delle proposte artistiche più interessanti del
panorama europeo. Le sue opere sono animate da immagini pittoriche tratte dalla cultura
pop nel corso dei secoli che, a loro volta, rivelano ironicamente la rivoluzione del
linguaggio visivo. Accardi è sempre stato alla ricerca di nuove sensazioni nell’arte, e
questo è stata una componente essenziale per lo sviluppo del suo stile unico. È cresciuto
ispirandosi all'arte tradizionale italiana e all’interpretazione moderna dei soggetti classici,
oltre ad aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Poco dopo la sua formazione,
Accardi ha iniziato a creare il suo studio personale agli inizi degli anni Novanta, fatto che
gli ha permesso di continuare a studiare pittura e scultura vicino alla sua casa d’infanzia.
Ha continuato a concentrarsi sullo studio delle figure, sia umane sia animate, e degli spazi
che esse abitano, incorporando opere d’arte famose e riconoscibili che risalgono a secoli
fa: alcune alla scultura romana, altre a quella contemporanea. Il suo “cenno” a questi
artisti incoraggia il pubblico a creare connessioni tra sé e l’opera d’arte, cosiccome
costruire relazioni tra personaggi dell’arte e gli altri. I suoi dipinti sono conversazioni
artistiche che si espandono nei secoli, giocose, ironiche, stravaganti e profondamente
attuali.


