Milano incontra la Sardegna nel luogo dove il viaggio si trasforma in visione. Alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo, Antonio e Patrizia Marras portano sul palco un racconto che va oltre la promozione territoriale, trasformando l’isola in una vera e propria matrice culturale, viva, stratificata, profondamente contemporanea.
Lo stilista di Alghero, insieme a Patrizia Marras – anima creativa e curatoriale del progetto – propone una lettura della Sardegna lontana dagli stereotipi, restituendole il ruolo di territorio narrante, capace di parlare attraverso l’arte, la moda, la memoria e il gesto artigianale. Non una semplice ispirazione estetica, ma un sistema di segni, simboli e storie che diventano linguaggio universale.
Nel dialogo ospitato all’interno del Travel Makers Fest, la Sardegna emerge come luogo mentale prima ancora che geografico: una terra che conserva tracce arcaiche, rituali, silenzi e contraddizioni, e che proprio per questo si presta a una continua reinterpretazione. Nei lavori dei Marras, il passato non è mai nostalgia, ma materia viva che si intreccia con il presente, dando forma a collezioni, installazioni e narrazioni visive dal forte impatto emotivo.
La moda, in questa visione, diventa strumento culturale. Racconta territori, restituisce identità, costruisce ponti tra chi crea e chi osserva, tra chi viaggia e chi abita. È un approccio che dialoga perfettamente con la nuova idea di turismo esperienziale: non consumo rapido dei luoghi, ma immersione profonda nelle loro storie, nei loro codici, nei loro ritmi.
Accanto ad Antonio Marras, Patrizia Marras amplia il racconto con uno sguardo curatoriale che unisce fotografia, performance e narrazione, sottolineando come la creatività possa essere un potente motore di valorizzazione culturale. La Sardegna, così, non è solo destinazione, ma processo creativo, capace di generare contenuti, visioni e nuove modalità di racconto del territorio.
La presenza dei Marras alla BIT conferma una direzione sempre più chiara: il futuro del turismo passa dalla cultura, dall’identità e dalla capacità di raccontarsi in modo autentico. In questo scenario, la Sardegna si afferma come laboratorio di senso, e Milano ne diventa il palcoscenico ideale, nel dialogo continuo tra locale e globale.
Un incontro che non celebra solo un’isola, ma un modo di pensare il viaggio: come esperienza estetica, emotiva e profondamente umana.


