LVMH ha archiviato l’esercizio annuale con ricavi pari a 80,8 miliardi di euro, segnando una contrazione del 5% a cambi correnti e dell’1% a cambi costanti. L’utile netto si è attestato a 10,9 miliardi di euro, in diminuzione del 13% rispetto all’anno precedente. Sul piano geografico, l’Europa ha mostrato segnali di debolezza nella seconda parte dell’anno, a differenza degli Stati Uniti, mentre il Giappone ha registrato una flessione dopo un 2024 eccezionalmente positivo, sostenuto dall’effetto favorevole di uno yen molto debole e dalla forte spesa turistica. Più incoraggianti le dinamiche nel resto dell’Asia, dove il gruppo ha evidenziato un netto miglioramento delle tendenze e un ritorno alla crescita nel secondo semestre.
Il risultato operativo corrente ha raggiunto i 17,8 miliardi di euro, con un margine operativo del 22%, penalizzato in parte dall’andamento dei cambi. In progresso l’operating free cash flow, salito a 11,3 miliardi di euro, in aumento dell’8%. Nel quarto trimestre, le vendite del gruppo si sono attestate a 22,7 miliardi di euro, in calo del 5% a cambi correnti ma con una crescita organica dell’1%, in linea con quanto registrato nel terzo trimestre.
Nel dettaglio dei business, nel 2025 la divisione Fashion & Leather Goods ha totalizzato ricavi per 37,7 miliardi di euro, in flessione dell’8% a cambi correnti e del 5% a cambi costanti. Tuttavia, la seconda metà dell’anno ha mostrato un miglioramento, con vendite nel quarto trimestre pari a 10,5 miliardi di euro e una riduzione più contenuta a cambi costanti (-3%). Il comparto Watches & Jewelry ha chiuso con un lieve calo dell’1% a cambi correnti, compensato da una crescita del 3% a cambi costanti, accelerata nell’ultimo trimestre con un +8%. In lieve arretramento Perfumes & Cosmetics (-3% a cambi correnti, stabile a cambi costanti), mentre Wines & Spirits ha registrato una contrazione più marcata (-9% a cambi correnti, -5% a cambi costanti). Andamento più solido per Selective Retailing, sostanzialmente stabile rispetto al 2024 e in crescita del 4% a cambi costanti.
«Anche nel 2025 LVMH ha dimostrato la propria resilienza e la solidità della sua strategia, grazie all’impegno dei team e alla fedeltà dei clienti locali», ha commentato Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato del gruppo. «La forza dei nostri marchi, espressione di creatività e ricerca dell’eccellenza, continua a sostenere la desiderabilità del gruppo, così come l’ambizione di offrire esperienze uniche attraverso spazi retail e progetti culturali di rilievo». Tra gli esempi citati figurano The Louis a Shanghai, le House of Dior in diverse città internazionali e le nuove aperture Tiffany & Co. a Milano e Tokyo.
All’interno di Fashion & Leather Goods, gli utili operativi ricorrenti sono diminuiti del 13%, principalmente per effetto dei cambi, pur mantenendo un margine operativo elevato, pari al 35%. Louis Vuitton ha continuato a distinguersi per la vitalità creativa dei suoi prodotti e per le esperienze proposte in boutique, trainate dalle collezioni firmate da Nicolas Ghesquière e Pharrell Williams, dal progetto The Louis in Cina, dal debutto di La Beauté Louis Vuitton e dalla prima stagione come partner ufficiale della Formula 1.
Christian Dior ha avviato una nuova fase creativa con la nomina di Jonathan Anderson alla guida di tutte le collezioni moda, mentre la gioielleria disegnata da Victoire de Castellane ha beneficiato del lancio della linea Diorexquis. Performance particolarmente rilevante per Loro Piana, sostenuta dall’eccellenza dei materiali e dall’alto posizionamento qualitativo; la maison ha inoltre celebrato il suo centenario con una prima grande mostra al Museum of Art Pudong di Shanghai. Nel corso dell’anno hanno fatto il loro debutto Michael Rider da Celine, Jack McCollough e Lazaro Hernandez da Loewe e Sarah Burton per Givenchy, ricevendo riscontri molto positivi. Attesa ora per l’esordio di Maria Grazia Chiuri come chief creative officer di Fendi, previsto durante la Milano Fashion Week.
Guardando al 2026, Arnault sottolinea come «in uno scenario ancora complesso, la capacità delle nostre maison di alimentare il sogno, insieme a una rigorosa gestione dei costi e agli impegni ambientali e sociali, rappresenterà un fattore chiave di leadership». Il gruppo, conclude, continuerà a fondarsi sui valori di un’impresa familiare orientata al lungo termine, con un focus su creatività sostenibile, qualità assoluta dei prodotti, spazi d’eccellenza e tutela del savoir-faire artigianale.


