Ca’ Dario, uno degli edifici più eleganti e allo stesso tempo più discussi di Venezia, torna ufficialmente sotto i riflettori: il celebre palazzo affacciato sul Canal Grande è stato infatti rimesso in asta, suscitando nuovamente l’interesse—e anche il timore—di appassionati d’arte, investitori e curiosi.
Costruito nel 1479 per volontà di Giovanni Dario, ambasciatore della Serenissima, l’edificio è un capolavoro di architettura rinascimentale con facciata finemente decorata e interni che evocano l’antico splendore veneziano. Nel corso dei secoli ha attirato l’attenzione di viaggiatori, artisti e collezionisti, tanto da finire immortalato anche nella pittura di Claude Monet nelle prime decadi del Novecento.
Tuttavia, ciò che rende Ca’ Dario un caso unico nel panorama immobiliare italiano non è soltanto la sua bellezza, ma la leggenda che l’avvolge. Fin dalle prime generazioni proprietarie, i successori di Giovanni Dario sembrano aver vissuto destini tragici o disavventure finanziarie: dal suicidio della figlia Marietta dopo la rovina del marito, alla morte violenta del figlio Giacomo, e alle successive vicende sfortunate di proprietari, aristocratici e personaggi legati al palazzo.
Questi eventi, amplificati nel tempo da racconti popolari e interpretazioni suggestive della storia, hanno fatto guadagnare a Ca’ Dario il soprannome popolare di «palazzo maledetto» tra veneziani e visitatori. Alcune teorie perfino lo collegano a leggende esoteriche legate alla sua posizione e alla presenza di misteriose iscrizioni, alimentando il mito di una sorta di “influenza negativa” che colpirebbe chi decide di possederlo.
Dopo anni di mercato incerto, con vendite attese e poi smentite negli anni recenti, l’edificio è stato inserito nuovamente nel portfolio di Christie’s International Real Estate e proposto all’asta con vaste superfici, numerosi ambienti e potenziale di valorizzazione storico-culturale. Secondo fonti internazionali era stato stimato fino a circa 18 milioni di euro, anche se l’importo richiesto viene spesso indicato come “su richiesta”, riflettendo la particolare natura della trattativa.
L’annuncio di questa nuova tornata d’asta — raccontato anche dallo storico veneziano Luca Colferai — ha inevitabilmente riaperto il dibattito tra chi vede in Ca’ Dario un gioiello architettonico di valore assoluto e chi, affascinato dalla leggenda, non riesce a scindere il destino della costruzione dalla sua narrazione «maledetta».
Che si tratti di mera superstizione o semplice coincidenza storica, il ritorno di Ca’ Dario in asta rappresenta un’occasione per riscoprire un pezzo affascinante della Venezia senza tempo, tra arte, mito e mercato immobiliare globale.


