Fiera Milano si presenta al nuovo anno con un vigore che ha sorpreso i mercati e che ora alimenta ambizioni più pronunciate: non soltanto la promozione dall’indice Small Cap al Mid Cap di Borsa Italiana, ma anche un balzo del titolo che, tra novembre 2023 e novembre 2025, ha visto il valore di mercato passare da circa 250 a 575 milioni di euro, segnando un aumento sostanziale. Dietro questo slancio non ci sono alchimie momentanee, bensì i primi frutti di un piano di sviluppo avviato nell’aprile 2024 e confermati dai conti più recenti: ricavi per 231,8 milioni (+26% anno su anno) ed Ebitda a 71,6 milioni (+15%), numeri che nelle intenzioni del management consentono di guardare con fiducia alla parte alta della forchetta di fatturato prevista per l’esercizio.
La crescita, sottolineano in azienda, non è concentrata in un singolo comparto ma è trasversale: alle manifestazioni fieristiche tradizionali si affiancano congressi, servizi e allestimenti e una neonata divisione Entertainment che punta a fare la differenza nei grandi eventi. L’impegno verso le Olimpiadi invernali Milano-Cortina è emblematico di questa strategia: alcuni padiglioni del polo di Rho-Pero sono stati indicati per ospitare gare, mentre il centro congressi MiCo Alliance è destinato a diventare uno snodo per i media dell’evento. Oltre alla visibilità, dicono i vertici, l’effetto più duraturo sarà la legacy infrastrutturale e funzionale che l’azienda intende costruire attorno a quei luoghi.
È proprio alla luce di questa eredità che si spiegano le linee del nuovo piano industriale su cui Fiera Milano è già al lavoro per il biennio 2026–2027. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: consolidare il gruppo tra i primi cinque operatori fieristici europei. Per raggiungerlo il management parla di tre direttrici convergenti — innovazione, internazionalizzazione e sostenibilità — e del bisogno di rendere coerenti tutti gli asset dell’azienda, ripensando modelli e prodotti insieme ai protagonisti industriali e associativi che animano il portafoglio eventi.
Dal progetto di ammodernamento del sito di Rho, progettato ormai vent’anni fa, nasce la prima priorità: rinnovare spazi, logistica e servizi per adattare la piattaforma fieristica a una domanda che oggi richiede flessibilità e modalità espositive diverse. In parallelo l’azienda intende dare impulso a format ibridi e più contenuti come i cosiddetti «ConfExpo», pensati per congressi con aree espositive più contenute, e per questo motivo è allo studio l’adeguamento di alcuni padiglioni. Infine, la riorganizzazione dell’offerta congressuale risponde a un mercato in cui gli organizzatori internazionali sempre più spesso delegano la gestione operativa: Fiera Milano ritiene di avere ora la professionalità necessaria per ampliare la propria proposta e assumere responsabilità che vanno oltre il mero contenuto.
A questo disegno si intreccia una strategia di crescita esterna: le operazioni di M&A rimangono un canale prioritario per rafforzare tanto il portafoglio manifestazioni quanto la divisione servizi. Il gruppo indica di essere in trattativa su più fronti, con l’intenzione di chiudere alcune operazioni entro la primavera, e parallelamente lavora per attrarre appuntamenti internazionali di rilievo. Nel calendario compaiono eventi come Cphi 2026, Emo 2027 e il World Gas Conference 2028, a dimostrazione della volontà di rafforzare la dimensione globale del business. Non è un caso che la società abbia completato l’acquisizione del 100% di FIND, la manifestazione dedicata al design a Singapore gestita in passato con un partner: l’operazione è letta come un passo per espandere il prodotto nel Sud-Est asiatico.
Anche i prodotti già noti al mercato stanno vivendo una fase di internazionalizzazione: Host ha debuttato a Riyadh con un partner locale e, a partire dal 2027, è atteso anche negli Stati Uniti in collaborazione con la North American Association of Food Equipment Manufacturers. Allo stesso tempo, eventi legati all’edilizia quali Building Alliance restano sotto osservazione per il loro potenziale di crescita.
In sintesi, l’azienda sembra voler mettere insieme rinnovamento fisico, innovazione di formato e mosse sul fronte delle acquisizioni per trasformare la positiva dinamica finanziaria in un vantaggio competitivo sostenibile.


