Camera Nazionale della Moda Italiana, Altagamma, Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda prendono atto dell’emendamento al ddl PMI che dispone lo stralcio delle norme dedicate alla filiera del settore moda. Una decisione che, pur trovando una comprensione nelle esigenze di ulteriore approfondimento indicate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, suscita rammarico e preoccupazione tra le principali organizzazioni rappresentative del comparto.
Secondo le associazioni, il rinvio di un intervento normativo considerato strategico rischia di rallentare un percorso ritenuto ormai urgente: quello di una legge nazionale sulla certificazione della filiera. Uno strumento giudicato essenziale per la tutela dei lavoratori, il sostegno alle imprese, il rafforzamento della credibilità del Made in Italy e il contrasto ai fenomeni di illegalità lungo la catena produttiva.
Le organizzazioni ricordano come la proposta di legge da loro elaborata, insieme alle principali rappresentanze del settore, non preveda alcuno scudo penale. Al contrario, il testo intende introdurre una disciplina chiara e strutturata, capace di garantire il contraddittorio — diritto tutelato dalla Costituzione — e di promuovere trasparenza, responsabilità e fiducia in tutte le fasi della filiera. Un impianto che, al tempo stesso, punta ad assicurare la certezza della pena per chi si renda concretamente responsabile di comportamenti illegali.
In questo contesto, Camera Nazionale della Moda Italiana, Altagamma, Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda confermano la piena disponibilità a collaborare con il MIMIT, con il Parlamento e con tutti i soggetti coinvolti nei tavoli tecnici. L’auspicio è che il percorso di approfondimento in corso possa tradursi in tempi rapidi in un provvedimento condiviso ed efficace, a beneficio dell’intero sistema del Made in Italy e, più in generale, dell’economia italiana.


