La Milano Fashion Week dedicata alla moda maschile torna dal 16 al 20 gennaio 2026 con un calendario fitto: 76 appuntamenti, tra cui 18 sfilate fisiche, 7 digitali, 36 presentazioni, 3 presentazioni su appuntamento e 12 eventi speciali. A presentare il programma è stato il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa, che ha delineato anche lo stato di salute del settore.
Il quadro economico: fatturato -3%, ma il vero allarme riguarda le imprese
Secondo Capasa, il 2025 dovrebbe chiudere con un calo del fatturato del 3% per tessile-abbigliamento e accessori. Un risultato “gestibile”, considerando il contesto di instabilità globale. Più preoccupante invece la contrazione del numero delle aziende: in tre anni il sistema moda ha perso 3.000 imprese, scese dalle 62.000 del 2022 alle attuali 59.000.
Nonostante ciò, l’export si conferma un pilastro per il settore: 87,5 miliardi di euro a fronte di 93 miliardi di fatturato complessivo. Resta però il nodo del mercato interno, penalizzato dall’erosione del potere d’acquisto. In parallelo, cresce l’import dalla Cina (+11,8%), mentre le esportazioni verso Pechino segnano un brusco -20%.
USA in recupero e Cruise Collection oltre Atlantico
Capasa indica come segnale positivo la tenuta del mercato statunitense: dopo l’impatto dei dazi, i rapporti commerciali stanno migliorando. Diversi marchi — tra cui Moncler, che presenterà ad Aspen — stanno portando le proprie Cruise Collection negli Stati Uniti per rafforzare la presenza in un mercato strategico.
Più debole invece l’andamento 2025 di gioielleria e occhialeria, dopo anni di crescita: -4,1% la prima, -2% la seconda nei primi nove mesi.
Italia secondo esportatore mondiale di menswear
L’Italia rimane il secondo esportatore mondiale di moda maschile, con una quota dell’8%. Da aprile ad agosto il comparto ha registrato un +5% di esportazioni, recuperando un avvio d’anno piatto. Bene anche gli USA, dove la moda uomo italiana ha segnato un +9% tra gennaio e novembre.
Campagna MFW: Milano tra moda e Olimpiadi
Prosegue la collaborazione con il Comune di Milano e Yes Milano per la campagna ufficiale, che anche quest’anno intreccia il racconto della città con i Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026. Protagonista degli scatti è l’ingresso di un edificio anni ’40 in Via Foppa, fotografato da Alessandro Burzigotti con styling di Daria Di Gennaro. Alcuni oggetti provengono dal Museo Olimpico di Losanna.
Debutti e ritorni: arriva Ralph Lauren
Il calendario delle sfilate segna diversi debutti: Domenico Orefice, Ralph Lauren e Victor Hart entrano per la prima volta nel programma ufficiale.
Nello spazio digitale si affacciano Absent Findings, Ajabeng, Kente Gentlemen, Raimondi, State Of Chaos e Subwae.
Tornano invece Zegna e Dsquared2, quest’ultimo con evento serale.
Sette marchi debuttano nel circuito delle presentazioni: Bottega Bernard, Dunhill, K-Way, Plās Collective, Moarno, Sagaboi e Stone Island, mentre rientra Ferragamo.
Confermati tutti i big del menswear: Corneliani, Brunello Cucinelli, Brioni, Kiton, Lardini, Tod’s, Prada, Giorgio Armani e molti altri.
Anniversari ed eventi speciali
L’edizione 2026 celebra tre traguardi:
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25 anni di Blauer,
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10 anni di Pronounce,
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5 anni di Marcello Pipitone–Bonola.
Tra gli eventi di rilievo:
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EA7 Emporio Armani omaggia i Giochi Olimpici e Paralimpici;
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K-Way presenta con Vogue e GQ “Montagna Milano: The Alpine Club in Town”, aperto al pubblico;
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Li-Ning sfila con la collezione FW 2026/27;
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Stone Island propone una nuova installazione di Ken-Tonio Yamamoto dedicata alla sua serie di ricerca.
Fondazione Sozzani: hub dei giovani talenti
Per tutta la settimana, la Fondazione Sozzani sarà la casa di CNMI e dei designer emergenti: in passerella Domenico Orefice e Simon Cracker, mentre nelle presentazioni figureranno Bottega Bernard, Maragno, Marcello Pipitone-Bonola, Moarno, Mtl Studio, Pecoranera e Sagaboi.
Confermata la copertura streaming internazionale e la presenza degli showroom virtuali.
Moda e Olimpiadi: un asse strategico per il 2026
L’assessora Alessia Cappello ha sottolineato come la Fashion Week rappresenti un momento cruciale per la visibilità della città e come l’edizione 2026 si inserisca in una “staffetta” che comprende le Olimpiadi a febbraio e la successiva settimana della moda femminile.
La ricaduta economica potrebbe superare gli abituali 80 milioni di euro per la kermesse uomo e i 100 milioni per quella donna, grazie al flusso aggiuntivo di visitatori legato ai Giochi. Cappello ha ricordato anche la sinergia con Firenze, dove si apre tradizionalmente la stagione della moda maschile prima del gran finale a Milano.


