Il gigante dell’e-commerce cinese JD.com ha compiuto un passo decisivo per la sua espansione internazionale: con un’Offerta Pubblica di Acquisto al prezzo di 4,60 € per azione, ha ottenuto il 59,8 % del capitale di Ceconomy, la holding tedesca che controlla i colossi dell’elettronica di consumo MediaMarkt (MediaWorld in Italia) e Saturn.
Combinando questa quota con quella acquisita tramite un accordo con la holding della famiglia Kellerhals, la partecipazione complessiva raggiunge l’85,2 %.
Una rete europea presa in mano
L’operazione trasforma radicalmente l’impronta operativa di JD.com: da gigante dell’e-commerce online in Cina a protagonista del retail “fisico + digitale” in Europa. Ceconomy gestisce oltre 1.000 punti vendita in 11 Paesi, includendo in Italia decine di negozi MediaWorld.
L’acquisizione è pensata come un’integrazione verticale: JD.com porterà la propria logistica, know-how tecnologico e efficienza nella supply chain, con l’obiettivo dichiarato di trasformare Ceconomy in “la principale piattaforma omnicanale europea di elettronica di consumo”.
L’operazione è già stata autorizzata dall’antitrust tedesca lo scorso settembre, poiché JD.com era finora attiva sul mercato tedesco in misura ridotta.
In Italia, il governo ha concesso un via libera condizionato, esercitando la facoltà di “golden power”: alcune prescrizioni — non ancora rese pubbliche — sono state imposte per proteggere interessi strategici nazionali.
Di conseguenza, il closing definitivo dell’accordo è atteso nella prima metà del 2026.
Per i consumatori europei — e italiani in particolare — l’ingresso di JD.com rappresenta potenzialmente un vantaggio: la combinazione di una logistica efficiente, una profonda integrazione omnicanale e la capacità di trattare direttamente con produttori asiatici potrebbe tradursi in prezzi più competitivi, maggiore disponibilità di stock e consegne più rapide.
Dal punto di vista del mercato, però, la mossa di JD.com introduce un attore estremamente potente in un settore oggi dominato da una combinazione di retail tradizionale e piattaforme digitali occidentali — e rappresenta una sfida diretta a colossi come Amazon.
Sul fronte occupazionale e di governance, le premesse ufficiali parlano di mantenimento dell’assetto attuale: il piano prevede che Ceconomy resti un’azienda indipendente in Europa, con stack tecnologico locale e senza cambiamenti immediati per forza lavoro e sedi.
Rischi e interrogativi geopolitici
L’ingresso di un colosso cinese nel cuore del retail europeo solleva inevitabili interrogativi di natura geopolitica. Bruxelles e vari governi nazionali guardano con attenzione a operazioni che possono alterare equilibri competitivi, catene di fornitura e controllo strategico di beni e logistica. In Italia, l’utilizzo del golden power testimonia la sensibilità verso questo tipo di acquisizioni.
Un altro punto critico — almeno per gli operatori locali — è la possibile compressione dei margini e la pressione sui prezzi: la capacità di JD.com di negoziare direttamente con fornitori asiatici potrebbe costringere altri rivenditori, online e offline, a rivedere i loro modelli di prezzo e servizio.
In sintesi: l’acquisizione di MediaWorld/Ceconomy da parte di JD.com è destinata a cambiare profondamente il volto della vendita di elettronica di consumo in Europa. Se da una parte apre la strada a una distribuzione più efficiente, moderna e competitiva, dall’altra impone un confronto — economico, regolamentare e geopolitico — di grande portata. Nei prossimi mesi, l’attenzione degli osservatori sarà puntata su come JD.com saprà integrare l’eredità europea e su come il mercato reagirà alle sue mosse.


