Nel suo ultimo annuncio ufficiale, Pitti Immagine ha confermato un importante ridisegno del format delle sue principali fiere. La 102ª edizione di Pitti Bimbo si svolgerà mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio 2026, ma — per la prima volta — in contemporanea con Pitti Filati, che si aprirà il 21 gennaio e si concluderà il 23.
La mossa — hanno spiegato i vertici dell’organizzazione — risponde all’esigenza di “ottimizzare” tempi e risorse: la crisi attuale costringe molti marchi a confermare la loro partecipazione sempre più tardi, riducendo l’affidabilità del calendario fieristico; in questo contesto, concentrare le manifestazioni favorisce un’adesione più sostenibile e mirata.
Per “Pitti Bimbo 102” sono attese circa 150 collezioni per la stagione autunno/inverno 2026-27, di cui oltre il 65 % internazionali. Un segnale di continua internazionalizzazione e di rilevanza globale della rassegna.
E-p summit cambia pelle: più contenuto, più networking
Non solo moda “classica”: anche E‑p summit — la fiera dedicata alla tecnologia applicata alla moda — subirà un restyling. Abbandonando il precedente formato plurigiornaliero, l’evento 2026 sarà condensato in un’unica giornata, con focus su talk ad alto impatto, dimostrazioni live di tecnologie e sessioni di networking. Un ritorno al “core” dell’innovazione: qualità del contenuto e incontro fra professionisti.
Originariamente nata come parte dell’evento Decoded Fashion Milan (prima edizione nel 2013), E-p summit ha già vissuto edizioni “mordi e fuggi” nel 2019 e 2020 a Milano, prima dello spostamento a Firenze nel 2022. Ora conferma una strada fatta di snellezza e concretezza.
Come sottolineato da Antonio Cristaudo, direttore commerciale di Pitti Immagine, la riduzione del numero delle collezioni — che probabilmente si attesteranno tra l’85 % e il 90 % rispetto al passato — servirà a “alzare la qualità dell’offerta”, con l’ingresso di marchi nuovi e di rilievo, pronti a investire su mercati selezionati.
La decisione testimonia la volontà di adattare i grandi eventi moda alle nuove dinamiche produttive e commerciali globali, privilegiare la sostenibilità (economica e logistica) e ottenere un ritorno reale e misurabile per espositori, buyer e media.
L’integrazione tra saloni tradizionali (kidswear e filati) e l’attenzione alla moda tech segnano un tentativo di rendere il sistema fieristico più fluido e coerente con il presente. Restano da osservare le reazioni del mercato: se da un lato ridurre le date può significare meno visibilità per alcuni marchi, dall’altro può favorire un pubblico più qualificato e una selezione più curata.
In vista dell’appuntamento di gennaio 2026, dunque, Pitti Immagine scommette su una formula più razionale, sostenibile e consapevole — un nuovo capitolo per le fiere italiane della moda.


