Un’opera sinora sconosciuta del maestro dell’impressionismo Pierre-Auguste Renoir è emersa all’asta e venduta per 1,8 milioni di euro: si tratta di un dipinto privato che lo ritrae insieme al figlio Jean, all’epoca ancora bambino, con la tata Gabrielle Renard.
Un dipinto dal passato “segreto”
L’opera, intitolata L’enfant et ses jouets – Gabrielle et le fils de l’artiste, Jean (“Il bambino e i suoi giocattoli – Gabrielle e il figlio dell’artista, Jean”), non era mai stata esposta pubblicamente né venduta, restando per oltre un secolo proprietà di discendenti di Jeanne Baudot, allieva e amica di Renoir — nonché madrina di Jean.
Stimata inizialmente tra 1 e 1,5 milioni di euro, ha superato le attese al momento dell’asta tenutasi il 25 novembre 2025 presso la casa d’aste Hôtel Drouot di Parigi, risultando aggiudicata da un acquirente internazionale.
Perché è importante — oltre al prezzo
Gli esperti d’arte hanno sottolineato che l’opera si trova in “condizioni eccezionali”, senza segni di restauri, e rappresenta “tutto ciò che si può desiderare da un Renoir” — in termini di sensibilità, intimità e qualità pittorica.
Il soggetto, Jean, divenne anni dopo un regista di grande rilievo, celebrato per film come La Grande Illusion — rendendo il dipinto non solo un ritratto familiare, ma un documento sul legame tra pittura e cinema in una famiglia d’artisti.
Inoltre, la versione venduta si distingue da quelle note già depositate in collezioni pubbliche — come quella della National Gallery of Art di Washington e del Musée de l’Orangerie di Parigi — per i dettagli più marcati, il fondo più ricco e i giocattoli rappresentati con maggiore definizione: un segno del possibile desiderio di Renoir di cogliere un’istantanea familiare reale, piuttosto che una composizione idealizzata.
Un segnale per il mercato dell’arte e per la memoria storica
La vendita — pur non raggiungendo cifre da record in senso assoluto, rispetto ai picchi recenti del mercato dell’arte — segna un segnale di risveglio dell’interesse per tesori “nascosti” dell’Impressionismo.
Ma più di ogni valore economico, questa scoperta restituisce un pezzo di storia — familiare, intima, artistica — che collega il grande pittore Renoir alla futura vita cinematografica del figlio. Un’opera che dormiva silenziosa nei ritratti di una collezione privata e che ora, almeno attraverso stampa e foto, torna a rivivere.


