Negli ultimi mesi il Lago di Como non ha brillato solamente per la sua bellezza naturale, ma anche per un fenomeno economico sempre più marcato: lo shopping d’eccellenza. Secondo la prima edizione dell’Osservatorio Turistico Como e Provincia, realizzato da Regione Lombardia, Camera di Commercio di Como-Lecco, Confcommercio Como e Global Blue, i visitatori stranieri spendono cifre importanti in negozi di moda e accessori, confermando Como e Bellagio come poli privilegiati del turismo tax-free.
Un turismo sempre più “premium”
I dati dell’Osservatorio dipingono un territorio fortemente attrattivo per una clientela internazionale: nei primi sei mesi del 2025, Como e provincia hanno registrato 1,8 milioni di arrivi e 5,3 milioni di presenze, con il 83 % dei visitatori provenienti dall’estero.
Le strutture ricettive riflettono questa vocazione: gli hotel a 4 e 5 stelle, pur rappresentando solo il 22 % delle imprese turistche, offrono il 49 % dei posti letto, sottolineando una domanda orientata al lusso.
Lo shopping tax-free come motore economico
Una parte significativa dell’incremento economico è guidata dallo shopping tax-free: Como è la prima provincia lombarda dopo Milano per spesa “duty-free”, con il 52% del totale concentrato su Como città e Bellagio.
In particolare, nel segmento moda e abbigliamento gli stranieri spendono in media 730 € per shopper, escludendo la grande distribuzione.
Ancora più impressionante è la crescita nel comparto gioielli e orologi, con una spesa media per shopper (extra-GDO) che si aggira intorno ai 1.300 €, grazie a un +29 % rispetto ai dati precedenti.
L’Osservatorio delinea un profilo chiaro: circa un quinto della spesa proviene da acquirenti altamente facoltosi. Gli UHNWI (Ultra-High Net Worth Individuals) – ovvero persone con patrimoni molto elevati – contribuiscono in modo rilevante, con una spesa media che raggiunge i 6.700 € per persona.
Per quanto riguarda le nazionalità, oltre la metà della spesa proviene da statunitensi (38 %) e svizzeri (23 %), seguiti da visitatori del Golfo (8%) in forte crescita (+24%). Anche i Millennials (+8%) e la Gen Z (+20%) emergono come target in crescita, ma restano meno incisivi rispetto alle generazioni più mature, responsabili della maggior parte degli acquisti.
L’impulso dello shopping tax-free è sicuramente un’opportunità economica per la provincia di Como: le attività commerciali, in particolare boutique di lusso, traggono vantaggio dall’afflusso di consumatori stranieri disposti a spendere.
Tuttavia, non mancano le questioni sociali e logistiche. Il turismo intensificato comporta un sovraccarico per le infrastrutture. Per esempio, alcune testimonianze riportate da ComoZero descrivono disagi nei trasporti lungo la strada lariana, congestionata durante la stagione alta.
Inoltre, anche i residenti avvertono l’impatto dell’overtourism, non solo sul traffico ma anche sulla vivibilità quotidiana.
Dietro alle vetrine: una strategia regionale
L’Osservatorio conferma che la strategia messa in campo dalla Regione Lombardia, insieme a enti locali e operatori del settore, sta funzionando. Promuovendo il «tax-free shopping» e valorizzando il patrimonio storico, paesaggistico e culturale del Lario, il territorio si posiziona come una destinazione di alto profilo, capace di attrarre turisti disposti a spendere per il “made in Italy”.
Bellagio, in particolare, gioca un ruolo centrale: le sue boutique di seta, pellami, Atelier artigianali sono spesso segnalate nei percorsi dello shopping d’élite.
Inoltre, il rimborso IVA (22 %) per i residenti extra-UE che spendono più di 155 € in un’unica transazione rafforza l’attrattiva tax-free del territorio.
Da un punto di vista economico, il boom del turismo legato allo shopping appare come un volano fondamentale per il commercio locale, l’occupazione e la notorietà internazionale del Lago di Como.
Ma il rovescio della medaglia c’è: l’inevitabile pressione sul territorio, sulle infrastrutture e sulla qualità della vita dei residenti. Se il Lario vuole consolidare il suo posizionamento come destinazione di lusso, occorrerà gestire con equilibrio la crescita, costruendo politiche sostenibili che tutelino l’equilibrio tra turismo, economia e comunità locale.


