Gli scavi e i getti riprendono vigore nel deserto saudita: la Jeddah Tower, destinata a diventare la struttura più alta mai costruita, si prepara a tornare protagonista nel panorama architettonico mondiale. Con un’altezza prevista di circa 1 000 metri, la torre supera il Burj Khalifa di Dubai, segnando un nuovo capitolo per l’ambizioso progetto della Jeddah Economic City.
Ripartenza dopo lo stop
La costruzione della Jeddah Tower, inizialmente avviata nel 2013, è stata sospesa nel 2018. L’interruzione è stata causata da motivi politici — durante le purghe che hanno coinvolto la Saudi Binladin Group — e da difficoltà logistiche aggravate dalla pandemia di COVID-19.
Tuttavia, alla fine del 2023 i lavori sono ufficialmente ripresi.
Secondo stime recenti, con il nuovo ritmo sarà completata nell’arco di quattro o cinque anni, quindi entro circa il 2028–2029.
A firmare il progetto sono gli studi Adrian Smith + Gordon Gill, già noti per il loro lavoro su grattacieli iconici.
La torre avrà un uso misto: ospiterà appartamenti di lusso, uffici, un hotel Four Seasons e un osservatorio panoramico che, una volta terminato, potrebbe diventare il più alto al mondo.
Un balcone esterno, inizialmente progettato come eliporto, arricchirà la parte alta dell’edificio.
Sfide ingegneristiche
Costruire una torre da 1 km non è un’impresa da poco. Le difficoltà tecniche spaziano dalle fondazioni massicce, necessarie per sostenere il peso monumentale, alla resistenza al vento. Per minimizzare le sollecitazioni orizzontali, la struttura ha una forma “a Y” (tre “petali”), altamente aerodinamica.
Inoltre, il calcestruzzo dovrà essere pompato ad altezze elevate, un compito complicato che richiede tecnologie avanzate e pompe ad alta pressione.
Costi e impatto economico
Il progetto è enorme anche dal punto di vista finanziario: il completamento della torre richiederà un investimento stimato di 26 miliardi di dollari (circa 100 miliardi di riyal).
Una volta terminata, la Jeddah Tower potrà ospitare decine di migliaia di persone: secondo il principe Al-Waleed bin Talal, sono previste unità residenziali e spazi dove potranno vivere fino a 100.000 persone.
Il complesso si inserisce nel più ampio piano di rigenerazione urbana di Jeddah Economic City, un’area di sviluppo da 1,7 milioni di metri quadrati che mira a trasformare nord Gedda in un polo finanziario e turistico.
Non mancano i punti critici: i ritardi accumulati, la complessità tecnica e l’impatto ambientale sono sfide non banali. Il consumo di enormi quantità di calcestruzzo, per esempio, solleva interrogativi sulle emissioni di CO₂ e la sostenibilità del progetto.
Tuttavia, il piano si colloca anche nel contesto della Vision 2030 saudita: un simbolo di modernizzazione, potenziale attrattore per investimenti internazionali e un segnale forte dell’ambizione architettonica del Paese.
In sintesi: la Jeddah Tower non è solo un grattacielo record, ma un progetto emblematico — unica al mondo per altezza, ma anche per il suo significato economico e simbolico. Se portato a termine secondo i piani attuali, potrebbe diventare non solo un punto di riferimento architettonico, ma anche un motore di trasformazione urbana.


