Aston Martin Lagonda, storica casa automobilistica britannica simbolo di eleganza e performance, si trova ora ad affrontare una delle fasi più difficili della sua storia recente. I risultati finanziari del 2025 hanno evidenziato perdite profonde e un bilancio che ha costretto il management, guidato da Lawrence Stroll e dall’amministratore delegato Adrian Hallmark, a varare un piano di ristrettezze e ristrutturazioni drastiche per cercare di mantenere a galla la società.
I risultati per l’anno fiscale 2025 mostrano un quadro preoccupante: Aston Martin ha registrato perdite nette significative, con un peggioramento rispetto all’anno precedente e ricavi in calo a fronte di una domanda mondiale in flessione. Il volume delle vendite è diminuito di oltre il 10%, mentre i ricavi sono scesi di circa il 21%. Il risultato complessivo del bilancio si è chiuso con una perdita netta di centinaia di milioni di sterline, evidenziando margini operativi in forte contrazione e una situazione di liquidità e debito che mette pressione sui piani di sviluppo del marchio.
Secondo analisti e interpretazioni di stampa internazionale, la combinazione di dazi doganali americani più elevati, una domanda “estremamente fiacca” in mercati chiave come la Cina e la necessità di investire in tecnologie nuove (come l’elettrico) senza risorse sufficienti ha aggravato la situazione finanziaria.
Nel tentativo di arginare l’emorragia di costi, Aston Martin ha annunciato un piano di riduzione della forza lavoro fino al 20%, che si traduce in circa 600 lavoratori che dovranno lasciare l’azienda. La riduzione è parte di un più ampio sforzo di ristrutturazione che mira a risparmiare circa 40 milioni di sterline all’anno, rafforzare l’efficienza operativa e rendere la società più resistente agli shock esterni.
La maggior parte dei tagli interesserà siti produttivi e funzioni operative nella sede di Gaydon, nel Regno Unito, insieme ad altri centri globali. Gli investimenti sono stati inoltre rivisti: il piano quinquennale di spesa in capitale è stato ridotto, e alcune tecnologie – tra cui lo sviluppo di modelli elettrici – sono state posticipate per concentrare risorse sui prodotti con margini più alti.
Oltre ai tagli, Aston Martin ha adottato altre misure per fare cassa, inclusa la vendita dei diritti del nome del marchio alla squadra di Formula 1 legata al gruppo per una somma significativa, una mossa vista come un atto di emergenza per migliorare la disponibilità finanziaria.
Secondo il management, alcuni segnali positivi sono attesi nel 2026, grazie al lancio di nuovi modelli e a una ripresa della domanda di prodotto. Tuttavia, resta forte l’incertezza su quanto velocemente questi segnali si tradurranno in un ritorno alla redditività.
Il piano varato da Stroll e dal management rappresenta una risposta drastica a un contesto globale difficile: con pressioni tariffarie, un mercato dei veicoli di lusso sotto pressione e una struttura di costi elevata, Aston Martin ha scelto di tagliare, ridimensionare e ripensare la propria strategia. La sfida ora è trasformare queste misure di sopravvivenza in una reale opportunità di rilancio per un marchio che ha incantato generazioni di appassionati.


