La famiglia del magnate francese Bernard Arnault ha raggiunto un traguardo simbolico e strategico nella saga della più grande casa del lusso al mondo. Secondo un documento regolamentare pubblicato dall’Autorité des marchés financiers (AMF), gli interessi riconducibili alla dinastia Arnault controllano ora il 50,01% del capitale sociale di LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE, superando per la prima volta la soglia del 50% e consolidando la posizione di controllo sul gruppo.
Attraverso le holding Financière Agache e Christian Dior SE, la famiglia ha progressivamente accumulato azioni nel corso dei primi mesi del 2026, approfittando anche del calo del titolo in Borsa e della strategia dichiarata di Arnault di ottenere la maggioranza assoluta nel gruppo. La partecipazione precedente, alla fine del 2025, si attestava al 49,77%, con oltre il 65% dei diritti di voto, una leva già sufficiente per guidare le scelte strategiche dell’azienda.
Il superamento della soglia del 50% ha un forte valore sia pratico sia simbolico. In un contesto in cui la domanda globale di beni di lusso ha mostrato segnali di rallentamento — con ricavi e utili di LVMH in flessione nel 2025 — Arnault ha deciso di trasformare la sua fiducia nel gruppo in un aumento tangibile della partecipazione azionaria. L’attuale livello di controllo assicura alla famiglia la maggioranza assoluta dei diritti economici e rafforza stabilità e continuità della governance in vista delle sfide future.
Gli analisti sottolineano che questa mossa non cambia radicalmente l’assetto di potere — già dominante — ma rafforza la fiducia di investitori e mercati nella visione a lungo termine di Arnault per il gruppo, dai marchi iconici come Louis Vuitton e Dior fino alle divisioni vini e distillati e gioielleria. Allo stesso tempo, la crescita della quota solleva interrogativi sugli sviluppi futuri, compresi i piani di successione all’interno della famiglia, con i figli di Arnault già protagonisti nelle principali società del gruppo.
Il superamento del 50% del capitale sociale rappresenta un punto di svolta nella storia di LVMH, consolidando il controllo familiare in un periodo di trasformazioni profonde per l’industria del lusso e confermando la strategia di lungo periodo di Bernard Arnault e della sua famiglia.


