Più che un tributo alla città, è una vera condensazione del suo spirito. Con la collezione autunno-inverno 2026, intitolata New York Chic, Michael Kors restituisce l’energia della metropoli attraverso proporzioni essenziali, costruzioni rigorose e un’estetica che fonde concretezza urbana e desiderio di spettacolo.
Nel 2021 il quarantesimo anniversario del brand era trascorso quasi in sordina, in un momento storico che aveva imposto alla moda distanze e silenzi. Oggi, a quarantacinque anni dalla fondazione, lo stilista torna invece a confrontarsi apertamente con il proprio percorso creativo. In un calendario newyorkese segnato da cambiamenti e assenze, la sua presenza costante stagione dopo stagione diventa essa stessa un segno distintivo: la durata come linguaggio.
In moda, restare rilevanti nel tempo è sempre un esercizio di equilibrio. La coerenza può sfociare nella ripetizione, mentre l’eccessiva rottura rischia di dissolvere l’identità. Kors lavora da anni su questa tensione, mantenendo riconoscibile la propria grammatica estetica ma aggiornandola con precisione.
Per celebrare l’anniversario, la sfilata si è svolta alla Metropolitan Opera, uno dei luoghi simbolo della città. Qui disciplina tecnica e teatralità emotiva convivono naturalmente, proprio come nella collezione. L’atmosfera suggerisce una visione di New York come scena permanente, dove il glamour non è mai astratto ma radicato nella realtà quotidiana.
Il cuore della proposta è una “semplicità drammatica” che si traduce in linee nette, sartorialità controllata e costruzioni pulite, alleggerite da drappeggi e tagli in sbieco che introducono movimento. L’equilibrio tra rigore e fluidità diventa il vero codice stilistico.
È soprattutto nell’abbigliamento da sera che emerge il dialogo tra concretezza e spettacolo: pantaloni con strascico, camicie dal taglio maschile, ricami intensi, abiti da cocktail con volumi allungati che evocano quasi la forma del mantello. Anche la notte, nella visione di Kors, resta profondamente urbana.
La palette privilegia i neutri metropolitani — nero, grigio, cammello — interrotti da rossi profondi, dal rubino al vinaccia. Gli accessori, dalle linee architettoniche e strutturate, riflettono una vita dinamica e in continuo movimento. È proprio qui che si manifesta uno dei segreti della sua longevità: conciliare desiderio estetico e funzionalità reale.
In passerella sono apparse Paloma Elsesser, Amelia Grey e Alex Consani, mentre la chiusura dello show è stata affidata a Christy Turlington. In prima fila, tra gli ospiti, Mary J. Blige, Uma Thurman e Dakota Fanning.
Alla fine, la collezione non racconta semplicemente New York: ne restituisce la tensione costante tra pragmatismo e seduzione, tra disciplina e spettacolo. Ed è proprio in questo equilibrio che continua a risiedere la cifra più riconoscibile dello stile di Michael Kors.


