Valentino tornerà a sfilare nella Capitale. La collezione prêt-à-porter autunno/inverno 2026-27 firmata da Alessandro Michele sarà presentata il 12 marzo nella cornice di Palazzo Barberini, segnando un cambio di rotta rispetto alla consueta passerella parigina. La scelta di Roma sottolinea il legame storico tra la maison e la città in cui è nata, trasformando la presentazione in un ritorno simbolico alle radici del marchio.
Capolavoro dell’architettura barocca del XVII secolo, Palazzo Barberini rappresenta uno dei luoghi più emblematici della storia artistica romana. Progettato da Carlo Maderno e arricchito dagli interventi di Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, il palazzo incarna l’incontro tra arte, potere e visione che ha segnato l’epoca barocca. In questo contesto carico di memoria e stratificazione culturale, Michele porterà in scena la sua interpretazione della stagione invernale 2026-27, intrecciando tradizione e contemporaneità.
L’ultima sfilata romana di Valentino risale al luglio 2022, quando Pierpaolo Piccioli presentò una collezione couture tra piazza Mignanelli e Trinità dei Monti, a pochi passi dalla storica sede della maison. Oggi il ritorno nella Capitale assume un valore ancora più significativo, anche alla luce della recente scomparsa del fondatore Valentino Garavani, cui Michele ha già reso omaggio con la collezione couture “Specula Mundi”, presentata a Parigi lo scorso gennaio.
La scelta di Palazzo Barberini dialoga inoltre con la grande mostra dedicata al rapporto tra Gian Lorenzo Bernini e la famiglia Barberini, in programma negli spazi delle Gallerie Nazionali di Arte Antica. L’esposizione ripercorre l’evoluzione artistica dello scultore e architetto, evidenziando il ruolo del mecenatismo papale nella definizione del Barocco romano, in coincidenza con le celebrazioni per i quattro secoli dalla consacrazione della Basilica di San Pietro.
In questo scenario, la sfilata di Valentino si inserisce come un ulteriore capitolo di dialogo tra moda e storia. Sensibile alla forza evocativa dei luoghi e alla memoria culturale, Alessandro Michele trasforma la passerella in un tributo all’identità della maison e al suo fondatore, rileggendo l’eredità barocca in chiave contemporanea. Una scelta che promette di coniugare spettacolo, memoria e visione creativa in uno dei contesti più simbolici di Roma.


