Il 2025 si chiude con un verdetto chiaro: esiste il mercato del lusso e poi esiste Hermès. In un anno caratterizzato da turbolenze geopolitiche e un generale raffreddamento dei consumi, la casa di Rue du Faubourg Saint-Honoré ha dimostrato una resilienza fuori dal comune, archiviando l’esercizio con un fatturato di 16 miliardi di euro.
Una crescita che batte il mercato
I numeri parlano di una progressione solida: un +5,5% a cambi correnti che, depurato dalle fluttuazioni valutarie (che hanno pesato per oltre 500 milioni), si traduce in un brillante +8,9% a tassi costanti. Ma è la redditività a stupire davvero gli osservatori. Con un utile operativo di 6,6 miliardi, Hermès ha mantenuto un margine operativo del 41%, superando persino le stime più ottimistiche degli analisti finanziari.
Il distacco dai competitor
Il confronto con gli altri colossi del settore è impietoso e sottolinea la natura “rifugio” del brand:
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LVMH ha vissuto un anno di assestamento, chiudendo a 80,8 miliardi con una leggera flessione organica.
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Kering ha affrontato una tempesta più dura, con ricavi in calo del 13% (14,7 miliardi complessivi).
Al contrario, Hermès corre veloce, spinta soprattutto dal mercato europeo e da un Giappone in fortissima accelerazione (+10,7%), mentre l’area asiatica (Cina inclusa) ha mostrato una tenuta prudente ma positiva.
Pelletteria “locomotiva”, frenano profumi e orologi
Entrando nel dettaglio dei reparti, la pelletteria rimane il pilastro insostituibile: con 7 miliardi di ricavi (+9,5%), le iconiche borse della maison continuano a essere l’oggetto del desiderio numero uno al mondo. Bene anche i gioielli e l’arredo casa, che superano i 2 miliardi di fatturato.
Tuttavia, nemmeno un colosso come Hermès è del tutto immune ai trend globali. Il settore Profumi e Beauty ha registrato una contrazione significativa (-8,6%), così come il comparto degli orologi, che ha subito una frenata del 4,7%. Segnali che indicano come, nelle categorie più accessibili o tecniche, anche il cliente più facoltoso stia diventando più selettivo.
“Il nostro successo risiede in un modello artigianale che non accetta compromessi sulla qualità,” ha dichiarato il Presidente Esecutivo Axel Dumas. “Nonostante un clima globale incerto, guardiamo al 2026 con estrema fiducia.”
Un nuovo capitolo creativo
Il 2025 non sarà ricordato solo per i bilanci, ma anche per la fine di un’era. Dopo 37 anni trascorsi a definire l’eleganza maschile del brand, Véronique Nichanian ha salutato la maison. Il futuro del menswear è ora nelle mani di Grace Wales Bonner, il cui debutto è previsto per il prossimo anno: una mossa che promette di iniettare nuova linfa contemporanea nel solco della tradizione.
Con un utile netto di 4,5 miliardi e una strategia di espansione controllata, Hermès si prepara ad affrontare il 2026 non solo come un leader di mercato, ma come un’icona di stabilità in un mondo che cambia.


