Pechino conferma la sua strategia di acquisti in metallo prezioso anche all’inizio del 2026. Secondo i dati ufficiali della Banca Popolare Cinese (PBoC), le riserve auree della Repubblica Popolare sono aumentate di 40.000 once troy nel mese di gennaio, portando il totale a 74,19 milioni di once rispetto ai 74,15 milioni di fine dicembre 2025. Il valore di queste riserve è salito a circa 369,6 miliardi di dollari, in netta crescita rispetto ai 319,45 miliardi dello scorso mese.
Si tratta del quindicesimo mese consecutivo di acquisti ufficiali di oro da parte della PBoC, nonostante i prezzi del metallo abbiano toccato livelli storici. Questo trend prolungato riflette una visione strategica di lungo periodo della Cina, che mira a consolidare e diversificare le proprie riserve internazionali e a ridurre la dipendenza dalle valute creditizie come il dollaro statunitense.
Le riserve in valuta estera complessive della Cina sono anch’esse in crescita: a gennaio hanno raggiunto 3.399 miliardi di dollari, il livello più alto dal novembre 2015, grazie anche alla debolezza del biglietto verde e all’andamento positivo di altri asset globali.
Analisti e operatori sottolineano che, al di là dei numeri ufficiali, stime indipendenti suggeriscono che le quantità effettive di oro detenute da Pechino possano essere significativamente maggiori rispetto ai dati divulgati — un riflesso della lunga strategia di accumulo cinese nel mercato dell’oro.
Questa dinamica si inserisce in un contesto globale di crescente interesse per l’oro come bene rifugio: negli ultimi mesi il metallo ha mostrato forti oscillazioni di prezzo, con picchi record e successive correzioni, ma continua a restare centrale nelle strategie di investimento e di riserva di molte banche centrali, non solo in Asia ma anche in altre regioni.
In conclusione, l’accumulo costante di oro da parte della Cina testimonia una scelta di politica monetaria prudente e orientata alla stabilità a lungo termine, in un periodo di incertezza economica globale e di possibili cambiamenti nei meccanismi di riserva internazionale. L’oro resta così un pilastro nelle strategie di gestione delle riserve per Pechino, con un occhio vigile al futuro dei mercati finanziari e monetari.


