In un mondo dell’auto che fatica a trovare la rotta tra transizione energetica e incertezze macroeconomiche, Ferrari risponde con una progressione numerica che ricorda le accelerazioni delle sue vetture in pista. Il comunicato stampa rilasciato oggi, 10 febbraio 2026, certifica un 2025 che non è solo l’anno dei record, ma quello della definitiva consacrazione di una strategia che antepone il valore ai volumi.
I Numeri del Primato: Redditività ai vertici mondiali
Il bilancio dell’anno appena concluso è una sequenza di cifre in doppia cifra. I ricavi netti si sono attestati a 7.146 milioni di euro, segnando una crescita del 7% rispetto al 2024 (8% a cambi costanti). Ma è scendendo nelle pieghe della redditività che si comprende la forza del Cavallino: l’utile operativo (EBIT) è balzato a 2.110 milioni di euro (+12%), portando il margine operativo a un impressionante 29,5%.
Ancora più solido l’EBITDA, pari a 2.772 milioni di euro, con un margine del 38,8% che pone Ferrari in una classe a sé stante nel panorama del lusso globale. “La nostra straordinaria performance finanziaria è stata sostenuta dal mix di prodotto, dalle personalizzazioni e dalle sponsorizzazioni”, ha commentato il CEO Benedetto Vigna, sottolineando come la società sia riuscita a navigare tra l’incremento dei dazi doganali e le oscillazioni valutarie.
Strategia del Valore: Meno auto, più desiderio
Un dato potrebbe sorprendere l’osservatore meno attento: Ferrari ha consegnato 13.640 unità, ovvero 112 vetture in meno rispetto all’anno precedente. Non si tratta di un calo della domanda, bensì di una scelta strategica deliberata. La Società ha mantenuto i volumi stabili per gestire un significativo cambio di modelli e preservare quel senso di esclusività che è il cuore del brand. Il portafoglio ordini, d’altronde, non mente: le liste d’attesa si estendono già fino alla fine del 2027.
A sostenere i ricavi sono state le vetture a più alto margine. Nel 2025, modelli come la 12Cilindri e la serie SF90 XX hanno dominato il mix di prodotto, mentre la Daytona SP3 ha completato la sua produzione limitata lasciando spazio alle prime consegne della F80 nel quarto trimestre. Parallelamente, le personalizzazioni richieste dai clienti sono diventate una leva finanziaria sempre più potente.
Oltre l’Asfalto: Racing e Lifestyle
Non è solo la vendita di auto a far correre il bilancio. Il settore “Sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio” ha generato oltre 820 milioni di euro, con un balzo del 22%. Questo incremento è figlio dei nuovi contratti di sponsorizzazione e del miglior piazzamento ottenuto dalla Scuderia Ferrari nel campionato di Formula 1 2024 rispetto all’anno precedente. Anche il settore Lifestyle, pur essendo una nicchia, sta dando risultati incoraggianti grazie al successo delle licenze e degli eventi esperienziali, confermando Ferrari come un marchio che vende uno stile di vita, non solo motori.
Il Futuro si chiama “Luce”
Mentre si celebrano i successi passati, lo sguardo di Maranello è già proiettato al 25 maggio 2026, data della world première a Roma della Ferrari Luce. Si tratta della vettura che segnerà l’ingresso ufficiale della casa nel mondo dell’elettrico puro. Il 9 febbraio sono stati mostrati in anteprima i design degli interni di questo modello definito “visionario”, che promette di aprire un nuovo capitolo tecnologico senza tradire l’identità del marchio.
Le prospettive per il 2026 sono ambiziose: la guidance indica l’obiettivo di raggiungere circa 7,50 miliardi di euro di ricavi e un margine EBITDA del 39%. La “Rossa” non ha intenzione di rallentare, sostenuta da un piano di riacquisto di azioni proprie da 3,5 miliardi di euro che testimonia la fiducia del management nel valore a lungo termine dell’azienda.


