Dopo mesi di rumors e trattative, Missoni — la leggendaria casa di moda italiana famosa per le sue maglie colorate e per l’eleganza senza tempo — si prepara a un cambiamento epocale: secondo le ultime anticipazioni, l’ufficializzazione del passaggio di proprietà a una società americana è prevista a febbraio.
La notizia, riportata dai principali magazine di settore, segna una delle più importanti svolte nel panorama del lusso italiano degli ultimi anni. La possibile cessione — che da tempo è al centro dell’interesse di grandi gruppi internazionali — vedrebbe in pole position Authentic Brands Group, colosso statunitense proprietario di marchi come Reebok, Champion e (secondo indiscrezioni) già in trattative per altri brand di alta moda.
Fondata nel dopoguerra da Ottavio Missoni e Rosita Jelmini nel Gallaratese, Missoni ha saputo costruire un’identità iconica nel mondo del fashion, trasformando la maglieria in una forma d’arte riconosciuta a livello mondiale. Negli ultimi anni, sotto la guida del CEO Livio Proli e con il supporto del Fondo Strategico Italiano (che detiene circa il 41,2% delle quote), il brand ha superato fasi difficili di mercato, rialzando margini e profitti e rafforzando la sua presenza internazionale.
Nonostante questo, la crescente attrazione di investitori esteri — e in particolare la trattativa avanzata con il gruppo americano — testimoniano come l’equilibrio tra heritage italiano e strategia globale sia diventato sempre più complesso da gestire direttamente dalla famiglia fondatrice.
Se il closing dovesse avvenire come previsto nel primo trimestre dell’anno, l’ingresso di un gruppo internazionale alla guida di Missoni potrebbe portare a:
- Rafforzamento globale della brand awareness, con potenzialmente maggiori investimenti in mercati chiave come Stati Uniti e Asia;
- Espansione retail e lifestyle, già avviata con boutique in location strategiche e progetti immobiliari nel lusso;
- Nuove opportunità di licensing e collaborazioni, tipiche del modello di gestione adottato da gruppi come Authentic Brands Group;
Ma questa possibile americanizzazione del marchio solleva anche interrogativi concreti sull’impatto occupazionale e sull’identità stessa del Made in Italy. Per lavoratori, artigiani e partner della filiera tessile italiana — che da decenni rappresentano l’essenza del brand — la transizione richiede garanzie di tutela e una visione industriale che continui a valorizzare il know-how storico.
Nel contesto di un settore moda sempre più globalizzato, il caso Missoni è emblematico. Marchi storici che simbolizzano l’eccellenza italiana vengono oggi guardati come asset strategici da parte di grandi gruppi internazionali in cerca di diversificazione e appeal globale.
Per gli appassionati, gli addetti ai lavori e gli osservatori del sistema moda, i prossimi mesi saranno cruciali. Febbraio non è solo l’inizio della stagione fashion calendar, ma potrebbe segnare anche l’inizio di una nuova era per una delle maison più amate d’Italia.


