La moda torna a dialogare con la storia della musica, e lo fa scegliendo uno dei capitoli più iconici di sempre. Guess Jeans presenta una capsule collection che prende ispirazione dal leggendario tour americano del 1978 dei Rolling Stones, un momento simbolo di libertà creativa, eccesso e ribellione che ancora oggi influenza l’immaginario collettivo.
Non si tratta di una semplice operazione nostalgia, ma di un progetto che rilegge l’estetica rock attraverso il linguaggio contemporaneo del denim. Il risultato è una collezione essenziale ma fortemente identitaria, in cui il passato diventa materia viva e attuale.
Il cuore della capsule è il denim, trattato con lavaggi dal sapore autenticamente vintage, affiancato da T-shirt, camicie e giacche leggere che richiamano l’energia visiva dei concerti di fine anni Settanta. Le grafiche iconiche legate alla band, tra cui l’inconfondibile logo della bocca con la linguaccia, vengono reinterpretate con equilibrio, senza mai scivolare nel merchandising puro.
L’approccio di Guess Jeans è chiaro: celebrare l’eredità culturale dei Rolling Stones mantenendo una forte coerenza stilistica con il DNA del brand. Le silhouette sono rilassate, i volumi morbidi, i dettagli studiati per evocare quell’attitudine “effortless” che ha reso immortale il rock di quegli anni.
La capsule è stata presentata in occasione di Pitti Uomo a Firenze, contesto ideale per ribadire il posizionamento di Guess Jeans come marchio capace di muoversi tra heritage e innovazione. Un’operazione che si inserisce in una visione più ampia, in cui moda, musica e cultura pop si intrecciano per raccontare storie che vanno oltre le stagioni.
Accanto alla capsule ispirata ai Rolling Stones, il brand ha mostrato anche le anticipazioni della prossima collezione autunno/inverno, confermando una direzione stilistica che guarda alla West Coast americana, tra suggestioni workwear, layering urbani e materiali dall’aspetto vissuto.
Con questo progetto Guess Jeans dimostra come il dialogo tra moda e musica possa ancora essere autentico, potente e contemporaneo. Perché il vero stile, proprio come il rock, non segue il tempo: lo attraversa.


