Roma torna capitale della bellezza con Venus – Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos, la nuova mostra della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti che, dal 18 gennaio al 31 maggio 2026, apre le porte dello spazio PM23 in Piazza Mignanelli a un dialogo inedito tra haute couture e arte contemporanea.
Non si tratta di una retrospettiva, né di una semplice esposizione di abiti d’archivio. Venus è un progetto curatoriale ambizioso che trasforma l’eredità di Valentino Garavani in materia viva, riletta attraverso l’immaginario potente e femminile dell’artista portoghese Joana Vasconcelos, nota per le sue installazioni monumentali e il suo linguaggio visionario.
Su oltre mille metri quadrati, il percorso espositivo intreccia dodici opere site-specific con trentatré creazioni iconiche della maison Valentino, selezionate dall’archivio storico e curate da Pamela Golbin. L’effetto è quello di una narrazione fluida, dove l’abito non è più oggetto da contemplare, ma parte di un ecosistema simbolico, emotivo e sociale.
Fulcro della mostra è la monumentale Valchiria Venus, installazione-scultura che accoglie il visitatore come una moderna divinità. È lei a incarnare il tema centrale del progetto: la femminilità come forza plurale, fragile e potente allo stesso tempo, capace di attraversare epoche, linguaggi e discipline.
Le opere di Vasconcelos dialogano con i codici estetici di Valentino attraverso materiali inaspettati, artigianato, ironia e citazioni colte. In Marilyn, oggetti domestici si trasformano in scarpe scultoree, ribaltando stereotipi e celebrando il lavoro invisibile delle donne. In Full Steam Ahead (Red), un fiore di loto meccanico composto da ferri da stiro diventa metafora di trasformazione e rinascita, evocando il rosso iconico della maison.
Il percorso culmina nel suggestivo Garden of Eden, uno spazio immersivo popolato da archetipi femminili — dalla Valchiria alla Femme Fatale — che dialogano con una selezione di abiti total black, creando un’atmosfera sospesa tra mito e contemporaneità.
Ma Venus è anche un progetto profondamente umano e partecipativo. Oltre duecento persone, tra studenti, artigiane, associazioni, detenute e realtà sociali romane, hanno contribuito alla realizzazione delle opere attraverso laboratori e workshop, dando forma a un racconto collettivo fatto di tempo, gesti e condivisione. Un messaggio chiaro: la bellezza non è solo estetica, ma anche processo, inclusione e comunità.
A completare l’esperienza, la video-installazione Trame #73 di Daniele Luchetti, che documenta il lavoro dietro le quinte e restituisce voce alle persone coinvolte, trasformando la mostra in un racconto corale.
Con Venus, la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti firma uno dei progetti culturali più raffinati e significativi della stagione, confermando Roma come luogo privilegiato dove moda, arte e pensiero contemporaneo possono ancora incontrarsi — senza nostalgia, ma con visione.


