FIRENZE — Scatta oggi alla Fortezza da Basso la 109ª edizione di Pitti Immagine Uomo, il salone di riferimento per la moda maschile che dal 13 al 16 gennaio riunisce oltre 750 brand, con una quota prossima al 47% di realtà estere pronte a confrontarsi con buyer, stampa e operatori da tutto il mondo. Un traguardo che testimonia non solo la dimensione internazionale dell’evento, ma anche la sua resilienza nel contesto di un settore che, nel 2025, ha accusato contrazioni sia nei ricavi sia nelle esportazioni.
La parola d’ordine scelta per questa edizione è “Motion” — movimento — un concetto che va oltre la semplice dimensione fisica delle collezioni: è un invito al dinamismo, all’innovazione e alla capacità di dialogare con un mercato in continua trasformazione. Per accogliere i visitatori, l’installazione site-specific Ancient/New Site dell’architetto francese Marc Leschelier fonde arte e spazio fieristico, suggerendo sentimenti di sintesi tra tradizione e futurismo.
Internazionalità e nuove alleanze
Se la partecipazione estera rappresenta da sola un segnale importante di apertura, Pitti Uomo 109 propone anche collaborazioni e aree dedicate a scenari emergenti: dal Japan Leather Showroom, che valorizza la produzione di accessori in pelle giapponesi, ai progetti Code Korea e China Wave, forti di selezioni curate da istituti ufficiali di promozione culturale e commerciale.
Questa attenzione alle diversità geografiche riflette la volontà di Pitti di consolidare la sua funzione di piattaforma globale — non solo di showcase — in cui i marchi possono sperimentare nuove partnership e intercettare trend che spesso nascono fuori dai grandi centri del lusso tradizionale.
Una delle novità più interessanti di questa edizione è l’area HiBeauty, uno spazio dedicato alle essenze di nicchia e alla profumeria artistica maschile: una scelta strategica che testimonia quanto il concetto di moda stia superando i confini dell’abbigliamento per includere la cura della persona e la narrazione sensoriale del prodotto.
Questa expansão riflette tendenze di mercato più ampie, in cui consumatori e marchi cercano un rapporto più esperienziale con il prodotto, sfidando la tradizionale segmentazione merceologica.
Runway e protagonisti internazionali
Sul fronte delle passerelle, numerosi nomi di rilievo e designer emergenti metteranno in scena le loro visioni durante la settimana. Tra questi spiccano Hed Mayner, ospite internazionale noto per il suo approccio sartoriale di forte identità, e i creativi giapponesi Soshiotsuki e Shinyakozuka, che portano in Fortezza influenze culturali e narrative contemporanee.
Questa combinazione di talenti evidenzia come Pitti voglia essere al tempo stesso vetrina e laboratorio creativo, valorizzando le diversità stilistiche più interessanti della scena menswear.
Trend emergenti: classicismo reinventato
Tra le tendenze già anticipate negli stand e tra gli appuntamenti collaterali c’è un evidente ritorno di pezzi iconici del guardaroba maschile, interpretati in chiave contemporanea: il blazer — tra i protagonisti più attesi della stagione Autunno/Inverno 2026–27 — ritrova spazio con tagli più morbidi, silhouette avvolgenti e materiali innovativi, segno di un gusto che cerca equilibrio tra comfort e eleganza.
Sfide e prospettive per il menswear
Il quadro generale della moda maschile italiana resta complesso. Secondo dati recenti di Confindustria Moda, il 2025 ha segnato una flessione nel fatturato (circa -2,1%) e nelle esportazioni (-2%), quadro che spinge molti brand a guardare non solo ai mercati consolidati ma anche a quelli emergenti in Asia e Medio Oriente.
In questo senso, Pitti Uomo si presenta non come un semplice salone fieristico, ma come barometro delle dinamiche globali, capace di anticipare traiettorie culturali e di mercato.


