La transazione non è solo “l’arrivo” di nuovi marchi nel portfolio distributivo di Morellato, ma anche un rafforzamento della sua struttura commerciale sul territorio nazionale. Il gruppo padovano – già tra i principali attori italiani nel mondo della gioielleria e dell’orologeria, con una rete retail diretta di circa 660 negozi, sei siti e-commerce e più di 7.000 rivenditori wholesale – parla di una posizione rafforzata grazie a questa integrazione strategica.
Morellato, che controlla 14 marchi di proprietà e cinque linee retail affermate, accresce così la sua influenza in un segmento chiave, pur mantenendo il proprio assetto di licenze e brand internazionali distribuiti in Italia.
La decisione arriva in un momento in cui il gruppo guarda con fiducia al futuro: per l’esercizio fiscale in corso, Morellato prevede di chiudere con un giro d’affari in crescita – attorno ai 750 milioni di euro – e un Ebitda superiore al 20%, consolidando una performance stabile dopo i risultati 2024.
Impatti e prospettive sul mercato
L’acquisizione rappresenta una risposta concreta alla crescente competizione nel settore, dove brand internazionali e catene globali stanno ridefinendo le dinamiche competitive. Puntando sul canale tradizionale e sulla stretta collaborazione con i negozi specialisti, Morellato rilancia un modello di distribuzione che, soprattutto nel mercato italiano, mantiene un ruolo centrale nel costruire fiducia e relazione col consumatore.
In un contesto globale sempre più polarizzato verso piattaforme digitali e grandi distributori internazionali, l’operazione di Morellato può essere letta come una scommessa sulla forza del retail fisico di qualità e sulla capacità di offrire un servizio su misura per i partner commerciali.


