Il nome di Massimo Bottura, chef di Osteria Francescana e simbolo globale della cucina italiana, è risuonato ieri nella sala del Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite. In occasione degli UNCA Awards 2025, organizzati dall’Associazione dei Corrispondenti delle Nazioni Unite, lo chef modenese è stato insignito del Global Advocate of the Year Award, un riconoscimento dedicato a chi si distingue per impegno umanitario e sociale.
La cerimonia, parte del programma per celebrare gli 80 anni delle Nazioni Unite, ha visto la partecipazione di giornalisti internazionali e figure istituzionali di alto profilo, tra cui il segretario generale António Guterres e l’ospite d’onore Annalena Baerbock, presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU.
Bottura, noto in tutto il mondo non solo per le tre stelle Michelin ma anche per la sua visione civica, ha dedicato il premio a una riflessione sul futuro: non un semplice avvenire tecnologico, ha sottolineato, “ma uno stato d’animo fondato su consapevolezza culturale, sociale ed emotiva”, dove la cucina diventa uno strumento di speranza e inclusione.
Al centro del progetto dello chef c’è Food for Soul, l’organizzazione no-profit che, con i suoi Refettori sparsi in città come New York, Milano, Parigi e Londra, trasforma eccedenze alimentari in pasti dignitosi per chi vive in condizioni di vulnerabilità. Qui la lotta contro lo spreco diventa azione concreta di solidarietà, con un forte richiamo ai Principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Nel suo discorso, Bottura ha invitato a vedere oltre le tecniche culinarie, puntando sull’empatia, dignità e responsabilità collettiva: “Il futuro vive quando scegliamo di ascoltare prima di parlare, di includere prima di escludere…” ha affermato davanti ai circa 400 ospiti presenti.
Accanto a Bottura, tra i premiati dell’edizione, anche la star cinematografica Javier Bardem, insignito del Global Citizen of the Year Award, mentre il menu della serata è stato curato dallo chef italiano Michele Casadei Massari.
Con questo riconoscimento internazionale, Bottura consolida ulteriormente il ruolo della cucina come agente di cambiamento sociale, confermando che, oltre alle stelle Michelin, il suo impegno si misura nelle persone e nelle comunità che contribuisce a nutrire e connettere.


