Oggi 9 dicembre, la casa d’aste Finarte riapre le sue porte per un evento speciale: un’asta interamente dedicata a pezzi di haute couture e moda d’élite provenienti da collezioni private. Tra i lotti spiccano borse e accessori — mini-bag, tracolle, clutch — firmati Chanel, Hermès e Dior, marchi capaci di incarnare da decenni il mito del lusso.
Nel comunicato ufficiale, Finarte definisce l’evento come «un appuntamento imperdibile» per gli appassionati di moda, un’occasione per dare nuova vita a creazioni pregiate — “pre-loved” — ma ancora cariche di fascino.
In un’epoca in cui la moda spesso si consuma in fretta, queste borse non vengono vendute solo come usate: entrano in un circuito dove la rarità, la provenienza e lo stato di conservazione alimentano un valore collezionistico. È un po’ come se l’accessorio diventasse un “pezzo d’arte”: un simbolo di storia, gusto e desiderio individuale.
Non è una scommessa isolata: in passato Finarte ha già messo all’asta collezioni di Hermès con pieno successo — vendite per oltre un milione di euro e lotti totalmente aggiudicati.
Analogamente, a livello internazionale, la vendita di borse “iconiche” — come la Birkin bag — ha dimostrato come la domanda per pezzi rari e ricercati non solo non si affievolisca, ma cresca.
Nuovo ciclo di vita per il lusso: Il concetto di “pre-loved” spinge verso una moda circolare, dove il fascino non dipende solo dal nuovo o dalla stagione, ma dalla storia e dall’unicità dell’oggetto.
Domanda da collezionisti + giovani trend-setter: A chi cerca l’“oggetto desiderio” si aggiungono collezionisti che vedono in queste borse non un accessorio, ma un investimento culturale ed estetico.
Rischio e fascino del second hand di lusso: Essendo pezzi unici o rari, l’asta richiede trasparenza sulla provenienza e un occhio attento alla storicità: vantaggio per chi cerca autenticità, ma cautela per chi teme imitazioni o false rarità.
Un’elegante contraddizione: il lusso che reinventa se stesso
In un mondo in cui la moda è spesso associata a rapidità, consumo e obsolescenza, l’asta di Finarte rappresenta una forma di resistenza stilistica: un ritorno al valore durevole, all’oggetto che attraversa epoche e tendenze, conservando fascino e dignità.
L’evento milanese non è solo un’asta: è la celebrazione di un lusso consapevole — fatto di storia, artigianato, desiderio e memoria. Un invito, per chi ama la moda, a guardare oltre la stagione, oltre l’etichetta.


