Con Collection 246, Louis Roederer sceglie un percorso che unisce innovazione e tradizione: questa bottiglia nasce infatti da un blend attento e calibrato, con uve provenienti da vigne selezionate del “cuore del terroir” della Champagne — tra Montagne de Reims, Côte des Blancs e Vallée de la Marne — e da parcelle partner storiche, tutte accuratamente monitorate e gestite secondo pratiche sostenibili.
La cuvée si compone per circa il 55% da uve della vendemmia 2021, integrate con vini di riserva (la cosiddetta “Réserve Perpétuelle”, che parte dal 2012) e da una porzione di vini affinati in legno.
Questo metodo — audace e meditato — vuole offrire una visione nuova, moderna, dello Champagne: non solo come espressione di un terroir — che resta centrale — ma anche come linguaggio stilistico in evoluzione, capace di convivere con i ritmi mutevoli del clima e delle vendemmie.
Nel calice, Collection 246 si presenta con un colore giallo-dorato luminoso, un perlage fine e persistente.
Al naso si percepiscono frutti gialli maturi — pesca noce, mirabella, agrumi canditi — seguiti da delicate note vanigliate e tostate, eredità dei vini affinati in legno; non mancano richiami marini, iodati, quasi salmastri, evocativi di conchiglie e gesso: un richiamo forte e riconoscibile al terroir calcareo.
Al palato, l’effervescenza fine e cremosa avvolge un corpo fresco e salino, con una texture vellutata e minerale. Il finale è lungo, pulito, con una lieve impronta affumicata: l’equilibrio fra ricchezza e tensione, morbidezza e austerità, è il tratto distintivo di questo Champagne.
Secondo una recente analisi enologica, Collection 246 è «soft, chiseled, and poised» — meno intenso rispetto ad alcune cuvée precedenti, ma con una purezza gessosa e una trama elegante, impreziosita da note di citronella, pesca e una finitura più minerale e fumé.
Uno stile che ridefinisce le nozioni di “non millesimato”
Il progetto “Collection” della maison — di cui 246 è l’ultimo capitolo — segna una discontinuità significativa con i classici non-vintage. Invece di affidarsi a grandi numeri e assemblaggi ripetuti, la maison abbraccia un approccio quasi da vignaiole: selezione rigorosa dei grappoli, attenzione al terroir, rispetto per ogni annata.
In questo senso, Collection 246 non rappresenta solo un vino, ma un manifesto: lo Champagne può essere contemporaneo senza perdere identità, coerente con la storia senza fossilizzarsi, rispettoso del terroir e consapevole dei cambiamenti climatici e del gusto.
Collection 246 si presta tanto a un aperitivo sofisticato quanto come accompagnamento di un pasto a base di pesce, crostacei o sushi: ostriche, tartare di branzino, risotti delicati, piatti dove la freschezza e la salinità del vino possano sposarsi con ingredienti leggeri e aromatici.
Grazie alla sua eleganza e finezza, è ideale anche in contesti convivali, celebrativi, ma anche come bottiglia da meditazione per chi ama esplorare l’evoluzione della maison e del territorio Champagne.
Con Collection 246, Louis Roederer scrive un nuovo capitolo della sua storia millenaria: uno Champagne che unisce precisione e audacia, storia e modernità, terroir e visione contemporanea. È un invito a riscoprire il valore del non-millesimato come espressione libera, autentica, capace di sorprendere e restare — nello stesso tempo — profondamente coerente con la tradizione.


