Il 25 novembre 2025 segna un giorno storico per la scena culturale asiatica: la maison Chanel, attraverso il suo “Culture Fund”, ha inaugurato a Shanghai l’Espace Gabrielle Chanel — la prima biblioteca pubblica della Cina continentale interamente dedicata all’arte contemporanea.
Situata al terzo piano della storica Power Station of Art (PSA), ex centrale elettrica riconvertita a museo, la biblioteca si estende per circa 1.700 metri quadrati e ospita una collezione di oltre 50.000 volumi — tra libri, cataloghi, saggi, edizioni audio e materiali audiovisivi — che spaziano tra arte, design, architettura, cultura e scienze sociali.
Non si tratta solo di scaffali e libri: l’Espace Gabrielle Chanel integra — oltre alla biblioteca — una sala espositiva rinnovata, un teatro da 300 posti, un centro di design e una terrazza sul fiume Huangpu, con zone relax e caffetteria. L’intero complesso è concepito come un “ecosistema culturale”, capace di combinare ricerca, spettacolo, design, incontri e contemplazione.
L’architettura, affidata al giapponese Kazunari Sakamoto, traduce l’ex spazio industriale in un ambiente fluido e armonioso: la cosiddetta “valle dei libri” — con rampe, piani sfalsati, percorsi sinuosi — evoca metaforicamente il flusso del fiume e l’energia vibrante di Shanghai, fondendo memoria industriale e nuova vocazione culturale.
L’iniziativa non è un semplice gesto simbolico, ma il frutto del programma Next Cultural Producer, avviato da Chanel nel 2021, attraverso il quale la maison ha stretto partnership con istituzioni di primo piano in tutto il mondo — dal centro d’arte di Seoul fino al prestigioso museo di Chicago. In questo contesto, l’Espace Gabrielle Chanel rappresenta la prima grande realizzazione in Asia di un progetto pensato per sostenere l’arte contemporanea, l’artigianato, l’architettura e il teatro emergenti.
Secondo chi ha curato il progetto, la scelta non è di creare “architetture isolate”, ma di rafforzare istituzioni già esistenti: la PSA mantiene autonomia su contenuti e programmazione, mentre Chanel offre gli strumenti — spazi, mezzi, visibilità — per facilitare uno sviluppo culturale durevole.
Un nuovo paradigma per musei e città — riflessioni e prospettive
La nascita dell’Espace Gabrielle Chanel pone una serie di interrogativi e scenari interessanti:
- Per la comunità artistica e il pubblico, l’accesso gratuito a una biblioteca così specializzata significa maggiori opportunità di ricerca, studio, formazione: uno strumento fino a oggi scarsamente diffuso in Cina per l’arte contemporanea.
- Per la città di Shanghai, il progetto aggiunge un tassello importante al suo ruolo di hub culturale globale — una scelta che rafforza la centralità internazionale della metropoli nel contemporaneo.
- Per musei e istituzioni in tutto il mondo, questo modello — collaborazione privata/pubblica, infrastruttura duratura invece di eventi-spot, integrazione di diverse forme d’arte e fruizione — può ispirare nuove strategie per promuovere cultura e accessibilità.
- Per il concetto stesso di “museo”: la trasformazione di una ex centrale elettrica in spazio di cultura, bellezza e conoscenza dimostra come l’eredità industriale possa essere reinterpretata per servire esigenze contemporanee — memoria e innovazione in dialogo.
Shanghai non accoglie solo una nuova biblioteca, ma un simbolo di come moda, impresa e cultura — lontane dai clichés del marketing — possano convergere per creare infrastrutture reali al servizio della conoscenza e della comunità. In un mondo in cui l’arte contemporanea spesso rischia di restare confinata a circuiti elitari, questa iniziativa rappresenta un invito concreto a democratizzare l’accesso all’arte, trasformando la fruizione da privilegio in opportunità.


