In una mossa che conferma l’attenzione di Prada verso un’espansione mirata e organica, il gruppo ha annunciato l’acquisizione di un terreno di circa 14.800 metri quadrati al civico Via Orobia 3, nei pressi della Fondazione Prada a Milano, per un investimento pari a 66,6 milioni di euro. Secondo fonti ufficiali, l’area – già utilizzata da Prada in affitto – ospita undici edifici destinati ad uffici, laboratori e funzioni operative, oltre a una porzione ancora non sviluppata.
Questo acquisto rappresenta una strategia chiara di consolidamento: Prada intende trasformare l’area in un hub direzionale stabile, centralizzando attività corporate che finora erano più frammentate. Come spiegato da Pambianco News, l’operazione è classificata come “connected transaction”, ovvero una transazione tra parti correlate – in questo caso con società controllate da figure chiave della famiglia Prada – ma è stata finanziata interamente con risorse interne del gruppo.
L’iniziativa immobiliare arriva in un momento favorevole: il Gruppo Prada ha chiuso il primo semestre 2025 con ricavi netti pari a 2,74 miliardi di euro, in crescita del 9% su base annua, e una posizione finanziaria netta positiva di 352 milioni. Tale solidità patrimoniale consente al gruppo di operare su più fronti, non solo nella moda ma anche sul fronte immobiliare.
In parallelo, Prada non ha mai nascosto il suo interesse per investimenti più ambiziosi: recentemente, ad esempio, avrebbe esplorato l’acquisizione di Versace per circa 1,5 miliardi di euro, secondo alcuni report, pur mantenendo come priorità la crescita interna e l’equilibrio finanziario.
Una logica strategica, non solo finanziaria
L’acquisto di Via Orobia 3 non è un semplice investimento nel mattone, ma un passo strategico: consolidare gli spazi operativi e produttivi in un’area iconica di Milano rafforza l’identità del brand anche dal punto di vista industriale. Negli ultimi anni, Prada ha aumentato i suoi investimenti industriali “fino a 70-80 milioni di euro l’anno”, secondo dichiarazioni dell’AD Andrea Guerra, dedicandoli allo sviluppo di poli artigianali e di ricerca.
Criticità e prospettive
Non mancano però le sfide. Il piano di espansione immobiliare richiede una gestione attenta dei costi di manutenzione e sviluppo, soprattutto per edifici esistenti. Inoltre, consolidare un’operatività così ampia in un’unica area potrebbe richiedere investimenti infrastrutturali e logistici non indifferenti.
Sul fronte strategico, la domanda che emerge è se Prada stia puntando principalmente sulla razionalizzazione operativa o se questa mossa faccia parte di una visione più ampia che include ulteriori acquisizioni – immobiliari o di brand – nei prossimi anni.
L’investimento da 66,6 milioni di euro rappresenta per Prada una doppia scommessa: rafforzare la sua presenza fisica a Milano – città simbolo della moda e dell’arte – e costruire una solida infrastruttura corporate per il futuro. In un mercato del lusso sempre più competitivo, la strategia immobiliare potrebbe essere uno dei pilastri della crescita sostenibile del gruppo, unendo visione creativa, disciplina finanziaria e radicamento territoriale.


