Perfetto, ti propongo una Il volto dello shopping giovanile sta cambiando, e non è una trasformazione da poco: per la generazione Z (circa 16-27 anni), l’acquisto non nasce più da una ricerca testuale, ma da un impulso visivo. In un mondo dove la moda si declina sempre più in immagini istantanee, i social e l’intelligenza artificiale giocano un ruolo chiave.
L’AI come personal stylist digitale
Secondo il Retail Report 2025 di Adyen, il 32% degli italiani utilizza l’intelligenza artificiale durante lo shopping. Tra di loro, la Gen Z è in prima linea: il 53% la usa per trarre ispirazione nei propri acquisti.
L’IA non serve più soltanto per raccomandare prodotti, ma per “capire” cosa vuoi, anche quando non lo scrivi: può analizzare immagini, stili e gusti per suggerirti capi su misura.
Shopping omnicanale: digitale e fisico convergono
Il fenomeno non esclude il negozio fisico, anzi: secondo una ricerca NetRetail Fashion-Netcomm/Veepee, il 70% dei consumatori italiani nel mondo moda e beauty combina acquisti online e offline.
Il punto vendita diventa così non solo luogo di acquisto, ma spazio esperienziale, in cui la tecnologia, le interazioni social e la logistica convivono per offrire un’esperienza fluida.
Dall’ispirazione all’acquisto in un click (o quasi)
App come Whizy incarnano perfettamente questo shift: grazie a un algoritmo visivo, l’utente può scattare una foto di un capo — magari visto su social o nella vita reale — e l’app individua dove acquistarlo, oppure suggerisce alternative simili in pochi secondi.
Come spiega Eloisa D’Auria, co-founder di Whizy: la Gen Z «scatta prima di cercare, riconosce prima di digitare».
Non è solo questione di impulso: la consapevolezza è in crescita. Secondo un sondaggio di PwC Italia, più della metà dei giovani considera la sostenibilità nella moda, e la moda circolare — ovvero il mercato dell’usato, del second-hand — diventa parte integrante del loro modo di consumare.
Questo significa che, anche in un modello visivo e rapido, c’è spazio per riflessione e responsabilità.
Il live shopping come intrattenimento
Lo shopping non è solo ispirazione passiva: le dirette live su app e social stanno conquistando gli italiani. Una ricerca Nielsen-Bazr mostra che quasi metà degli intervistati (tra i 18 e i 44 anni) è interessata al live shopping, perché permette di vedere i prodotti “dal vivo”, interagire e acquistare senza lasciare la piattaforma.
Questo formato rende l’e-commerce più “umano”: il presentatore risponde in tempo reale, mostra i capi, li indossa, li descrive, e l’utente può decidere lì, sul momento.
Una sfida per i brand
Per le aziende di moda, il nuovo scenario richiede un salto strategico:
- Investire in intelligenza artificiale visiva: non basta avere un catalogo, serve che il cliente possa “vedere e riconoscere” i capi.
- Ripensare il ruolo dei negozi fisici: non solo come punti vendita, ma come hub digitali-esperienziali.
- Integrare sostenibilità: offrire opzioni circolari che parlino al pubblico giovane.
- Usare il live commerce: trasformare le dirette in momenti di intrattenimento, ma anche di conversione reale.
La moda per la Gen Z non è più semplicemente “cosa indosso”, ma “cosa vedo, come mi ispira, dove lo trovo e quanto è sostenibile”. È un viaggio visivo, digitale, ma anche personale e consapevole. I brand che sapranno abbracciare questa trasformazione – combinando design, tecnologia e valori – saranno quelli destinati a vincere nel futuro dello shopping.


