A Milano, la domenica del 23 novembre sarà speciale: East Market, il celebre mercato vintage meneghino, compie 11 anni. Nato nel novembre 2014 da un’intuizione di Linda Ovadia e Gianluca Iovine con appena 50 espositori, oggi è diventato un vero fenomeno culturale, con circa 10.000 visitatori per edizione, 181 mila follower su Instagram, e centinaia di venditori provenienti da tutta Italia.
Per festeggiare l’anniversario, East Market trasformerà i suoi spazi in una vera capsula temporale. Nei 6.000 metri quadrati dell’ex fabbrica aeronautica (Via Mecenate 88/A) si potrà passeggiare tra abiti vintage, design del ’900, modernariato, uniformi militari, vinili rari, libri, elettronica insolita, toys, biciclette e oggetti di nicchia.
Non è solo shopping: scenografie d’epoca, mostre, DJ set, aree tematiche e street food renderanno il mercato un’esperienza immersiva. Tra le novità di questa edizione: un’edicola vintage con giornali e riviste originali dagli anni ’70 agli ’90, gadget celebrativi, e un taxi giallo del 1979, perfetto per scatti nostalgici.
Vintage con consapevolezza: il DNA di East Market
Parte del fascino di East Market sta nella sua missione: non solo vendere oggetti retrò, ma valorizzare il riuso e promuovere la sostenibilità. Il motto “Everything Old Is New Again” esprime perfettamente questa filosofia. L’evento non è un mercato usa e getta, bensì uno spazio curato dove ogni oggetto, spesso restaurato o selezionato con attenzione, racconta una storia.
Sul fronte ecologico, l’approccio non nasconde ambizioni: lo shopping vintage viene abbinato a un forte senso di responsabilità. Secondo diverse fonti, East Market contribuisce a “contrastare la sovrapproduzione industriale di massa” offrendo una piattaforma per la circolazione di oggetti che altrimenti andrebbero perduti o dimenticati.
I protagonisti del mercato: veterani e nuove proposte
Tra gli espositori storici che torneranno per l’11° edizione ci sono figure note: Paola Frontini porterà capi anni ’80 e pezzi Fiorucci, Tartan Vintage proporrà lo stile classico inglese, e il Reparto Vinile offrirà una ricca selezione di dischi.
Ma c’è anche spazio per idee fresche e creative: Travel Puzzles proporrà mini puzzle colorati pensati per viaggiatori, Ososo creerà maglieria in lana e cashmere partendo da scarti industriali, e il brand Handmade offrirà quaderni rilegati a mano secondo tecniche giapponesi.
L’area food & beverage è parte integrante dell’esperienza: ci sarà il Diner East Market con bakery, caffetteria e bar, oltre a molti food truck con cucina internazionale, street food e opzioni per vegani, bambini e celiaci. I DJ set accompagneranno tutta la giornata con selezioni musicali che mescolano passato e presente.
Non mancano però considerazioni più attente: mentre molti lodano la selezione curata degli espositori, altri osservatori suggeriscono che un evento vintage così strutturato rischi di diventare troppo “patinato”, perdendo un po’ del suo spirito originario di mercato popolare. L’ingresso a pagamento (5 euro) è un punto discusso tra gli appassionati: alcuni lo considerano un piccolo prezzo per un’esperienza immersiva, altri un deterrente per chi cerca il mercatino più “vero” e meno turistico.
In ogni caso, l’evento rimane un ponte tra sostenibilità, cultura popolare e dinamismo urbano, dimostrando che il vintage non è solo nostalgia, ma un mezzo per raccontare il passato — e ripensare il futuro.


