Nel corso di una manovra politica ed economica che ricalca gli ingranaggi di un meccanismo perfettamente sincronizzato, Stati Uniti e Svizzera hanno raggiunto un’intesa destinata a rimodellare gli equilibri delle esportazioni elvetiche. I dazi doganali statunitensi sui prodotti svizzeri, fino ad oggi imposti al 39%, scenderanno fino al 15%, secondo il comunicato del Consiglio federale svizzero.
L’accordo è stato ufficialmente annunciato dal rappresentante al commercio degli USA, Jamieson Greer, il quale ha anticipato la pubblicazione dei dettagli completi sul sito della Casa Bianca. Questo significativo taglio di aliquota arriva dopo un lungo ciclo negoziale e promette di rianimare vari settori dell’industria elvetica, con l’orologeria di lusso in prima linea.
Un impulso vitale per i segnatempo svizzeri
Il comparto dell’orologeria di lusso, duramente colpito dalle tariffe aggressive, potrebbe trovare ora nuovo slancio. Secondo Teleborsa, le esportazioni di orologi svizzeri verso gli Stati Uniti avevano registrato un vero e proprio tracollo: nel solo settembre, si è registrato un calo del 55% rispetto all’anno precedente.
Secondo fonti di mercato, la notizia dell’accordo ha già alimentato l’ottimismo tra gli investitori: i titoli di aziende svizzere come Swatch e Richemont hanno guadagnato terreno in Borsa.
Dietro l’intesa: investimenti e condizioni strategiche
L’accordo non si limita a una semplice concessione tariffaria. Secondo Forbes, la Svizzera si è impegnata a investire ben 200 miliardi di dollari negli Stati Uniti entro il 2028, rafforzando la cooperazione nei settori strategici come il farmaceutico, l’aerospaziale e l’energia.
Tuttavia, non mancano le condizioni poste dagli Stati Uniti: Berna ha dovuto accettare maggiore trasparenza sugli investimenti, in particolare per quanto riguarda il controllo cinese in settori sensibili, secondo quanto riportato da fonti legate ai negoziati.
Non tutti applaudono. Analisti ed esperti del settore avevano già messo in guardia sui rischi posti dai dazi precedenti: un’imposizione del 39% era percepita come un “duro colpo” per il comparto orologiero industriale elvetico.
Inoltre, alcuni osservatori mettono in dubbio che questi sconti si tradurranno immediatamente in un calo reale dei prezzi al dettaglio: è possibile che le maison mantenessero i margini alti, anche alla luce di costi di produzione e distribuzione.
Implicazioni a lungo termine
- Per la Svizzera, è una vittoria diplomatica ed economica: dopo mesi di tensioni, ottiene un accordo che potrebbe ristabilire la competitività dei suoi prodotti di lusso sul mercato statunitense.
- Per gli Stati Uniti, l’intesa non è solo un gesto commerciale, ma anche un’opportunità di investimento massiccio in imprese elvetiche, rafforzando la creazione di posti di lavoro e la trasformazione industriale su suolo americano.
- Per il settore orologiero, l’accordo potrebbe portare a una “ripresa sincronizzata”: se i margini di export si alleggeriscono, i brand di alta orologeria potrebbero tornare a guardare con fiducia al mercato USA.


