Siamo nella zona della Barbera d’Asti, tra Agliano e Castelnuovo Calcea nel cuore della provincia di Asti. Qui incontriamo Enzo Gerbi, direttore della Cantina dei 6 Castelli, con cui facciamo il punto sulla vendemmia 2025 e su un’annata ricca di soddisfazioni, nonostante le difficoltà climatiche. 
Direttore, come si è presentata quest’annata per la Barbera?
“È stata un’annata sicuramente particolare. Abbiamo avuto una primavera e un inizio estate caratterizzati da piogge abbondanti, seguiti però da un mese di giugno decisamente caldo. Il clima di agosto, con giornate molto calde e prolungate, ha portato con sé qualche criticità come scottature sugli acini e situazioni di disomogeneità nella maturazione.
Tuttavia, come spesso ripeto, il cambiamento climatico sta modificando le dinamiche, e la Barbera – paradossalmente – ne sta anche traendo alcuni vantaggi. È una varietà che ha bisogno di un’ottima maturazione e ama il caldo.
Abbiamo registrato una leggera riduzione dei quantitativi rispetto alla vendemmia precedente: parliamo di un calo del 12-13% sul vitigno Barbera. Inoltre, c’è stata una riduzione dei rendimenti prevista dal disciplinare, che ha portato il limite da 90 a 85 quintali per ettaro. Nella nostra realtà produttiva, siamo stati in media sugli 80 quintali per ettaro.
Nonostante le difficoltà climatiche, anche quest’anno abbiamo portato avanti il nostro stile con maturazioni spinte direttamente in pianta. Abbiamo iniziato la vendemmia dello Chardonnay il primo di settembre e i risultati, a fine fermentazione, sono davvero interessanti.
La nuova linea i “Firmati del Risveglio”, che presto entrerà sul mercato, rappresenta per noi una grande scommessa, ma anche una bella soddisfazione. Ci torneremo sopra nei prossimi mesi, quando saranno ufficialmente lanciati.
A livello di riconoscimenti, il 2025 è un anno molto felice
“Assolutamente sì. È stato un anno ricco di premi e riconoscimenti importanti che confermano il lavoro fatto sia in vigna che in cantina. Abbiamo ricevuto:
la Top Hundred di Golosaria come cantina storica tra le 100 migliori d’Italia,
la Corona dei Vini Buoni d’Italia per il Nizza Vignone 2022,
la Gran Medaglia d’Oro alla Città del Vino per il Nizza Riserva 2021 e medaglie d’oro per i nostri spumanti della linea “Risveglio” Marengo e Perluna, 
un importante riconoscimento al Merano Wine Festival per il nostro Barbera “Cinquant’anni” e la Nizza Riserva 2021,
la Medaglia d’Oro al Concorso Internazionale di Bruxelles per il Barbera d’Asti “Il Risveglio”,
e i due bicchieri rossi della guida del Gambero Rosso per il nostro “Cinquant’anni” e per la Nizza Riserva 2021. Quindi un anno molto positivo.”
Guardando al mercato, come sta andando la Barbera oggi, specie tra i giovani e all’estero?
“Il mondo della Barbera sta attraversando una fase di trasformazione. La Barbera è un vitigno versatile, capace di dare vini freschi, giovani e beverini, ma anche grandi vini da invecchiamento. Negli ultimi 20 anni ha saputo evolversi, ma ancora oggi sconta un po’ il retaggio di vino da trattoria, abbinato a piatti rustici, che ne limita la percezione.
Eppure, le sue potenzialità sono enormi. Bisogna continuare a comunicare meglio questa evoluzione, renderla più “smart”, più vicina ai gusti dei giovani e dei mercati internazionali.
Personalmente ho sempre creduto fortemente nella Barbera d’Asti. Ho sempre sconsigliato di piantare Nebbiolo nel Monferrato: è un vitigno da Langhe. Ho insistito, con i nostri soci, perché si continuasse a piantare Barbera, convinto che, coltivata e vinificata bene, potesse darci grandi soddisfazioni. E i risultati ci stanno dando ragione.
Anche grazie al clima più caldo, la Barbera oggi riesce a maturare meglio, esprimendo un equilibrio perfetto tra zuccheri, acidità, polifenoli, colore e struttura tannica. Tutti elementi che la rendono un vino sempre più interessante anche sul piano internazionale, sia nella versione giovane che nelle riserve, come nel caso del Nizza.”
I prossimi appuntamenti?
“Saremo presenti a Golosaria Milano nei primi giorni di novembre: una vetrina importante su una piazza fondamentale per il vino italiano. Lì si potranno degustare direttamente i nostri vini, comprese alcune novità.” 
L’incontro con Enzo Gerbi ci restituisce l’immagine di una Barbera viva, in evoluzione, capace di affrontare le sfide climatiche e di mercato con qualità e visione. Un vino che parla di territorio, di tradizione ma anche di innovazione, pronto a conquistare nuove generazioni e palati internazionali.


