Alla Gallerie d’Italia di Napoli dal 3 aprile fino al 5 luglio prossimo la mostra dal titolo “Vortici. Alex Worth in dialogo con la ceramica antica”, curata da Silvia Gaspardo Moro e Richard Neer. Si tratta di un inedito dialogo tra le ceramiche attiche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo e le opere dell’artista contemporaneo statunitense Alexi Worth.
Nove tele di Worth che, per la prima volta, espone in Italia, condividono le sale delle Gallerie d’Italia con quattro vasi della collezione Caput
i, storica raccolta archeologica ottocentesca, costituita da 500 esemplari ceramici greci e magnogreci del IV e III secolo a.C, oggi parte del patrimonio di Intesa Sanpaolo e selezionati da Richard Neer, professore di Storia dell’Arte all’Università di Chicago in una riflessione che attraversa la storia sul tema del simposio e della gestualità del bere.
I lavori dell’artista americano sottopongono alla nostra attenzione variazioni di un simposio per due persone. Mani e bicchieri da vino sono rappresentati su di uno sfondo indeterminato, con una tecnica arcaica e contemporanea, quella dell’aerografo.
Usando forme piatte e una palette che privilegia tre colori, tra cui il nero e le sfumature dell’arancione terracotta, l’artista esplora aspetti formali come la relazione fra figura e silhouette, realismo e astrazione, concentrandosi sullo spazio tra viso e dita, un microcosmo che si arricchisce di dimensioni psicologiche durante l’antico rituale del bere insieme.
Echi indiscutibili dell’estetica dei vasi arcaici decorati con motivi naturalistici, realistici e allegorici, i lavori di Worth ne condividono la limitata palette di colori, l’ambiguità fra primo piano e sfondo e la tensione fra immagine e supporto materiale
La relazione tra i crateri e le tele, le analogie tra antiche e moderne rappresentazioni dei simposi, invitano i visitatori a soffermarsi sulle immagini di un fenomeno sociale e culturale complesso che ha ispirato artisti dall’VIII secolo a.C. ad oggi.
“Alle Gallerie d’Italia di Napoli manteniamo viva e condivisa la bellezza della creazione archeologica di proprietà raccontandola in percorsi sempre nuovi, dal dialogo con le preziose testimonianze di Mann ai progetti di valorizzazione in chiave attuale, per sottolineare la breve distanza intercorrente tra questi capolavori e il presente, evidenziando quanto profondamente appartengano alla nostra identità. Accostarsi agli originali lavori dell’artista newyorchese Alexi Worth significa riconoscere la sorprendente modernità dei vasi antichi e la forza del loro straordinario patrimonio di immagini, il cui valore continua a parlare, affascinare e sollecitare la creatività contemporanea”.


