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C’è un’opera attribuita a Leonardo da Vinci che da oltre un decennio non si ammira in museo né in collezioni private, ma resta custodita in un caveau bancario in Svizzera. Un destino insolito per un capolavoro che, secondo le stime, potrebbe valere fino a 200 milioni di euro, trasformandolo in uno dei dipinti più enigmatici e contesi del mercato globale.
Al centro della vicenda c’è un “Ritratto di donna di profilo”, identificato da molti studiosi con Lucrezia Crivelli, dama della corte sforzesca. Un volto elegante, rinascimentale, ma soprattutto prigioniero di una disputa legale che attraversa decenni, eredità familiari e confini internazionali.
Dal 2017 l’opera è custodita in una banca di Lugano, sotto la supervisione di un notaio, in attesa che la giustizia stabilisca chi ne sia il legittimo proprietario. Una scelta tutt’altro che casuale: la Svizzera, storicamente legata al segreto bancario, è da sempre rifugio sicuro per patrimoni sensibili, inclusi capolavori d’arte.
Qui il dipinto è diventato non solo un oggetto culturale, ma un vero e proprio bene finanziario, utilizzato come garanzia, oggetto di trattative e al centro di crediti milionari.
La storia assume i contorni di un thriller giudiziario. A rivendicare la proprietà sono la nipote dell’antiquaria che acquistò l’opera nel dopoguerra, un intermediario italiano coinvolto nella vendita e un fiduciario svizzero che ne ha gestito la commercializzazione. Le versioni si scontrano da anni tra tribunali italiani e svizzeri, con accuse che spaziano dal riciclaggio di beni culturali all’esportazione illecita.
Nel frattempo, la tela resta immobile, sospesa tra diritto e mercato. Le tracce del dipinto si erano perse già negli anni ’80, dopo tentativi falliti di vendita. Solo nei primi anni 2000 riemerge a Lugano, inserito in una rete societaria internazionale pensata per garantirne anonimato e valorizzazione sul mercato globale.
Una dinamica tipica del mondo dell’arte di altissimo livello, dove opere eccezionali possono rimanere invisibili per anni, riemergendo solo quando le condizioni legali ed economiche lo consentono.
Le stime oscillano ampiamente: da circa 60 milioni fino a 200 milioni di euro, a seconda delle attribuzioni definitive e dello stato della disputa legale. Se confermata senza riserve l’attribuzione a Leonardo, il dipinto potrebbe raggiungere cifre record, alimentando l’interesse di collezionisti, fondi d’investimento e istituzioni museali.
Questa vicenda racconta molto più di una semplice disputa ereditaria. È il simbolo di un mercato dell’arte sempre più globale, dove capolavori rinascimentali diventano asset finanziari e oggetti di contese milionarie.
E mentre il mondo aspetta di rivedere il volto di Lucrezia Crivelli, la domanda resta aperta: a chi appartiene davvero un capolavoro senza tempo? Nel frattempo, nel silenzio blindato di una banca svizzera, Leonardo continua a far parlare di sé.


