Nel mondo del turismo, una svolta significativa sta emergendo dall’analisi delle tendenze di consumo giovanile: Millennial e Generazione Z stanno progressivamente rivalutando forme di viaggio che fino a pochi anni fa sembravano appannaggio di altre fasce d’età, ovvero l’all-inclusive e il viaggio organizzato completo. Questo fenomeno si inserisce in un contesto globale in cui la ricerca di esperienze di qualità, chiarezza di costi e assistenza professionale sembrano diventare valori chiave per i giovani turisti.
Secondo dati di mercato, circa il 42 % dei viaggiatori della Gen Z ha rivalutato l’opzione all-inclusive, con un forte aumento delle ricerche per resort che offrono pacchetti nei quali tutto è incluso—dai pasti alle attività—con prezzi e servizi chiari fin da subito. Questo trend non è dettato solo dalla comodità, ma anche dalla volontà di controllare il budget e ridurre lo stress organizzativo, elementi cruciali per chi viaggia in un periodo di incertezza economica.
Il concetto di all-inclusive si è evoluto rispetto alla sua immagine tradizionale: oggi non è più vista come una formula “standard e impersonale”, ma come un’esperienza di lusso accessibile, con cucina di alta qualità, attività esperienziali incluse e spazi progettati per essere “instagrammabili”, rispondendo al gusto estetico e alle esigenze social dei giovani.
Accanto alla riscoperta dell’all-inclusive, cresce l’interesse verso i viaggi organizzati con tour operator. L’affidabilità di un pacchetto che include volo, alloggio, assistenza e attività è percepita come un vantaggio reale, soprattutto nelle destinazioni più complesse o lontane, dove gestire autonomamente ogni dettaglio può richiedere tempo e competenze che i giovani preferiscono investire nell’esperienza stessa.
Questa tendenza si riflette anche nella diffusione dei cosiddetti “viaggi di gruppo”, che offrono un mix di indipendenza e socialità. In molte proposte, soprattutto rivolte a viaggiatori under 30, si combinano itinerari predeterminati con momenti di libertà personale e opportunità di incontrare coetanei da tutto il mondo—un compromesso tra il viaggio individuale “fai da te” e l’isolamento delle partenze solitarie.
Il fenomeno non è isolato: osservazioni internazionali mostrano che i giovani oggi dedicano una quota crescente del proprio reddito alle esperienze di viaggio, considerandole prioritarie rispetto ad altri consumi, e tendono a fare più viaggi all’anno rispetto alle generazioni più mature.
Nonostante ciò, il profilo del viaggiatore giovane non è omogeneo: accanto a chi ama viaggiare in gruppo o scegliere pacchetti “tutto incluso”, c’è chi predilige itinerari flessibili o soluzioni che affiancano lavoro e tempo libero, come il fenomeno del bleisure o delle workation.
In sintesi, la vacanza “classica” sta subendo una trasformazione: non più solo luogo di evasione, ma spazio di condivisione, sicurezza, esperienza culturale e controllo economico. Per i giovani, ripensare il viaggio organizzato e l’all-inclusive non significa rinunciare a esplorare, ma farlo con nuovi occhi—più consapevoli, curiosi e pronti a vivere il mondo in modo intelligente e connesso.


