Apertura d’anno sorprendente per Audemars Piguet: la Maison lancia la collezione Neo Frame e presenta il Neo Frame Jumping Hour, un orologio dalla cassa rettangolare in oro rosa che introduce il primo movimento automatico AP dotato di ore saltanti, il Calibro 7122. Il progetto riprende suggestioni dello Streamline Moderne degli anni ’30, reinterpretandole però con soluzioni costruttive e tecniche contemporanee.
Il Jumping Hour non è una variazione sul tema del Royal Oak né un semplice omaggio al passato, ma il primo esempio pratico di un nuovo linguaggio estetico pensato per accogliere casse sagomate e finestrellette per l’indicazione del tempo. L’ispirazione storica c’è — si vedono echi di esperimenti AP tra la fine degli anni ’20 e l’inizio dei ’30 — ma la lettura è moderna e pragmatica, non dentro la nostalgia della replica.
A livello storico, Audemars Piguet non è nuova a questa complicazione: tra il 1924 e il 1951 la Manifattura realizzò oltre trecento orologi con ore saltanti, alcuni con doppia apertura per ore e minuti. Il legame con quel passato non è però una copia fotografica: il Neo Frame rielabora il concetto della “cornice” — i brancard scanalati che segnano i lati della cassa — ma lo traduce con finiture e proporzioni pensate per l’uso quotidiano contemporaneo.
Le specifiche lo collocano come un pezzo con una presenza importante al polso: 47,1 mm da ansa a ansa, larghezza di 34 mm (esclusa la corona) e spessore di 8,8 mm. Realizzato in oro rosa 18 carati, il profilo laterale è animato da godronature — otto per lato — che alleggeriscono visivamente la massa preziosa e conducono verso anse più affilate, creando una dinamica formale interessante.
Il vero elemento distintivo è il frontale: Audemars Piguet ha scelto un vetro zaffiro piatto con trattamento PVD scuro che funge da “tela” per due aperture color oro micropallinato. L’ora saltante compare in una feritoia a ore 12, mentre i minuti scorrono su un’apertura arcuata a ore 6; il contrasto è netto, con numeri bianchi su dischi opachi che risaltano rispetto allo sfondo lucido. La soluzione dà all’insieme un effetto quasi architettonico, come se il tempo fosse incastonato sotto una lastra nera.
Questa scelta estetica ha richiesto accorgimenti costruttivi specifici: la piastra del quadrante è incollata al vetro zaffiro e l’intero modulo viene poi fissato alla cassa, evitando traverse visibili e contribuendo a garantire una impermeabilità fino a 20 metri — valore contenuto ma significativo per una costruzione di questo tipo. In altri termini, qui il design impone la soluzione tecnica e la tecnica diventa parte del racconto dell’orologio.
Al centro dell’orologio c’è il nuovo Calibro 7122: è il primo movimento automatico AP che integra la funzione ore saltanti su questa piattaforma. L’architettura si avvicina al 7121 impiegato nei Royal Oak Jumbo, e il fondello in vetro zaffiro lascia intravedere i ponti familiari di AP. Le specifiche tecniche dichiarate parlano di una frequenza di 4 Hz, riserva di carica di 52 ore, 43 rubini e 293 componenti; il movimento misura 29,6 mm di diametro e ha uno spessore di 4 mm. Per contenere masse in movimento e ottimizzare il consumo energetico del sistema a scatto, Audemars Piguet ha adottato dischi in titanio per le ore e in alluminio per i minuti, oltre a un sistema antiurto brevettato che evita lo spostamento accidentale dell’indicazione a fronte di urti.
Al polso la proposta punta sulla compattezza visiva: il cinturino in vitello nero testurizzato è integrato tra le anse e amplifica l’effetto “blocco” monolitico, perfettamente coerente con il quadrante scuro. La fibbia ad ardiglione in oro rosa 18 carati, firmata AP, conferma l’impronta elegante del modello. Non è presente alcuna luminescenza: la leggibilità si basa esclusivamente sul contrasto e sulla pulizia grafica.
Strategicamente, Neo Frame debutta con un unico modello ma con l’intenzione di espandersi: Audemars Piguet sembra voler costruire un nuovo capitolo del proprio catalogo che conviva con le series già consolidate, come la linea [RE]Master, destinata a proseguire in parallelo. Il Neo Frame Jumping Hour vuole dunque essere più che un esperimento estetico — è una piattaforma per future declinazioni, che dimostra come la Manifattura sia disposta a farsi riconoscere anche lontano dall’iconico ottagono.
In definitiva, il Neo Frame Jumping Hour è un progetto che chiede qualche istante di assestamento allo sguardo degli appassionati: rompe alcune aspettative su cosa debba rappresentare oggi Audemars Piguet, ma lo fa abbinando una scelta stilistica netta a un investimento tecnico reale. Se la collezione crescerà come anticipato, questo esordio avrà certamente il merito di ampliare la grammatica del marchio.


