Sospesa tra cielo e terra, la nuova campagna Miu Miu Primavera/Estate 2026 si apre su panorami che dominano la città, il mare e le catene montuose, mentre la luce del giorno scivola lentamente dall’alba al tramonto. I cieli mutano tonalità — dal rosa cipria all’oro caldo, fino a una miriade di blu — accompagnando una narrazione visiva che gioca su chiaroscuri sempre più morbidi e diffusi.
Protagonista un cast eterogeneo e trasversale, specchio di una femminilità contemporanea e senza confini: la cantante, songwriter e modella Sateen Besson, l’attrice Li Gengxi, l’attrice, regista e sceneggiatrice Suzanne Lindon, la cantante e autrice Olivia Rodrigo, insieme alle modelle Rachel Agbonze e Amelie Sante. Le immagini, catturate nell’arco di un’intera giornata, raccontano il passaggio del tempo attraverso una luce che evolve e trasforma l’atmosfera.
Il guardaroba unisce forza e delicatezza, con un equilibrio calibrato tra rigore industriale e femminilità dichiarata. Pelle vissuta e lavorata, popeline di cotone, cloqué di seta, pizzi e tela grezza si affermano come materiali nobili, lasciati nella loro essenzialità o impreziositi da ricami gioiello e motivi floreali. I volumi e i contrasti sono centrali: un cappotto in pelle oversize dialoga con una tunica leggera decorata da cristalli; una giacca in pelle si accosta a un abito-grembiule a fiori dai toni solari; maglie e camicie intagliate si alternano a gonne e pantaloni d’ispirazione uniforme, animati da rouches ampie e scenografiche.
Le calzature — dalle sneaker ai mocassini, dai sandali agli stivali fino ai sabot — con suole in gomma naturale, ancorano la collezione a un’idea di comfort e concretezza. Le borse Aventure, Utilitaire, Beau e Wander, realizzate in pelli robuste, fondono resistenza e carattere, esprimendo un’eleganza funzionale e personale.
Il risultato è un universo sospeso tra reale e immaginario, tra natura e una dimensione quasi iper-naturale. Un racconto che alterna ottimismo e pragmatismo, leggerezza e funzionalità, romanticismo e una vena di ribellione. Un invito a vivere intensamente, con lo sguardo rivolto verso l’alto, come se si fosse sempre — simbolicamente — in cima al mondo.


