Nel cuore dell’autunno 2025, due case d’aste di livello internazionale hanno acceso i riflettori sul mondo dell’enologia d’eccellenza, presentando eventi che uniscono rarità storiche, grandi formati e un’intrinseca aura di prestigio. Da un lato, Sotheby’s convoca a Londra il 1° dicembre la vendita “Legends from Château Lafite” — una selezione esclusiva proveniente in larga misura dalle cantine dell’omonimo Château e della famiglia Rothschild. Dall’altro lato, Christie’s organizza invece un’asta online — aperta dal 5 al 19 novembre — per celebrare i 200 anni del Domaine Faiveley, offrendo bottiglie rare, verticali di Grand Cru e grandi formati di un terroir borgognone tra i più apprezzati.
Château Lafite: l’arte della rarità
Nella proposta di Sotheby’s, spiccano annate storiche come il 1870 — pre-fillossera — fino al 1982, che rappresenta una pietra miliare della tenuta. Tra i lotti di punta vi sono:
- Bottiglie da 6 esemplari di Château Lafite 1945 stimate tra €60.000 e €90.000 ciascuna.
- Magnum di Château Lafite 1895 quotate circa €48.000-65.000.
- Esemplari 1870 stimati in circa €45.000-60.000.
Questa collezione, proveniente in parte dalle cantine aziendali (“ex-château”) e in parte dalla collezione privata del membro della famiglia Rothschild, presenta bottiglie conservate in condizioni meticolose, autentificate con proof-tag, confezionate in casse di legno incise e sigillate.
Per il collezionista internazionale si tratta di un’occasione rara: accedere a bottiglie che non solo provengono da millesimi leggendari, ma anche con una provenienza ultra-certificata. Il prezzo stimato riflette non solo il vino in sé, ma l’intera narrativa storica, la confezione, la condizione e la catena di custodia.
Domaine Faiveley: duecento anni di Borgogna in asta
L’evento di Christie’s celebra la fondazione del Domaine Faiveley, avvenuta nel 1825 da parte di Pierre Faiveley, e oggi attraverso la settima generazione guidata da Eve ed Erwan Faiveley. Il patrimonio vitivinicolo abbraccia oltre 120 ettari nella Côte de Nuits, Côte de Beaune e Côte Chalonnaise, includendo 12 Grand Cru e 22 Premier Cru.
Tra i lotti in evidenza:
- Una bottiglia di Musigny 1908 stimata tra £7.500-9.500.
- Un formato da 15 litri (Nebuchadnezzar) di Clos des Cortons Faiveley 2025, uno dei grandi formati più straordinari offerti.
- Serie verticali di Grand Cru, grandi formati e visite esclusive all’azienda, inserite tra i lotti di questa asta-collezione.
Inoltre, parte del ricavato della vendita dedicata al Clos Vougeot sarà devoluta alla “Fondation du Patrimoine” per il restauro del Château du Clos Vougeot, segno che l’asta non ha solo valore economico ma anche culturale e patrimoniale.
Quali insegnamenti per il mercato del vino d’asta?
La congiunzione di questi due eventi rivela dinamiche molto chiare:
- La provenienza controllata è diventata un valore imprescindibile: bottiglie “ex-château” o direttamente dalla cantina familiare aumentano significativamente l’appeal.
- I formati rari (magnum, jeroboam, nebuchadnezzar) aggiungono ulteriore esclusività.
- Le aste dedicate, «monografiche», su un singolo produttore o tenuta, stanno assumendo un ruolo sempre più strategico nella valorizzazione di storicità e brand wine.
- L’heritage (storico, territoriale, familiare) amplifica la percezione di rarità e quindi il potenziale economico.
Considerazioni finali
Per chi ama i grandi vini non solo come oggetti da bere, ma come pezzi da collezione e investimento, queste due aste segnano un momento di eccezione. Il “sogno” non è solo nella degustazione futura, ma nella storia che ogni bottiglia porta con sé: generazioni di vigna, illustre provenienza, bottiglie conservate con cura maniacale. Dal fumoso scarto dell’annata 1945 di Lafite all’eleganza aristocratica di un Musigny 1908 di Faiveley, la lezione è che il vino d’asta oggi è molto più che “vino”.


