Nel silenzio carico di storia di Piazza Mignanelli a due passi da Trinità dei Monti, si è aperto un nuovo capitolo per la città di Roma e per il dialogo tra moda e arte. La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, già nota per aver trasformato la propria eredità creativa in impegno culturale e filantropico, ha promosso l’iniziativa “Venus” attraverso lo spazio PM23, in collaborazione con l’artista portoghese Joana Vasconcelos.
L’opera d’apertura, intitolata “Venus: I’ll Be Your Mirror”, è una grande maschera specchiante composta da 255 modanature barocche in bronzo e 510 specchi sovrapposti: una riflessione letterale e simbolica, che invita lo spettatore a interrogarsi sull’identità individuale e collettiva. Inserita nello spazio urbano, tra facciate ocra e giallo antico, l’installazione diventa un ponte tra la tradizione architettonica romana e la provocazione dell’arte contemporanea.
Ma “Venus” non è solo un’opera isolata: si tratta dell’avvio di un percorso di arte diffusa nella città di Roma, promosso dal PM23 con il sostegno della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, inteso come un progetto di rigenerazione urbana, culturale e sociale. In questo senso, moda, arte e impegno civico si intrecciano: la stessa Fondazione, fondata nel 2016, si definisce infatti come un organismo che “Beauty creates Beauty” e agisce su quattro pilastri: eredità creativa, impegno culturale, educazione e comunità.
La scelta della location – Piazza Mignanelli 23 – non è casuale: è il cuore della Roma della moda, sede storica del marchio Valentino, e ora spazio culturale che ridefinisce il rapporto tra eleganza, identità e funzione pubblica. In un’epoca in cui le maison cercano nuovi orizzonti oltre la sfilata, e l’arte contemporanea cerca luoghi di visibilità urbana, questa iniziativa appare come un percorso che coniuga la dimensione estetica con quella sociale.
Dal punto di vista della moda, l’iniziativa ribadisce come il patrimonio stilistico di Valentino Garavani – dalla celebre “Valentino Red” al linguaggio couture – continui a vivere e a trasformarsi: il brand, fondato nei primi anni Sessanta, ha avuto una storia densa e ora, attraverso la Fondazione, mira a riflettersi in un contesto più ampio, quello della cultura e dell’arte.
Per il pubblico romano o per chi visita la capitale, “Venus” rappresenta un invito a riscoprire la città non solo come spazio turistico o commerciale, ma come tela viva in cui la bellezza, la creatività e la comunità si incontrano. Il progetto si svilupperà ulteriormente nei prossimi mesi, attraversando altri luoghi della città e invitando a un nuovo sguardo su Roma.


